Beato Tomaso Martire

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Beato Tomaso Martire da Foligno

Il Beato Tomaso (Foligno, 1299 – Bidinio - Bosnia, 12 febbraio 1370) è stato un frate francescano, appartenente all'Ordine dei Frati Minori, che subì il martirio e venne beatificato dalla Chiesa Cattolica.

Biografia

Tomaso nacque a Foligno nel 1299 da genitori nobili e devoti, i quali lo educarono con ogni pietà cristiana nelle scienze e nei buoni costumi. Illuminato da Dio all'età di ventitrè anni, si presentò al Guardiano del Convento di San Francesco in Assisi, dove chiese di entrare nell'ordine dei Frati Minori. Nonostante fosse di nobile famiglia e particolarmente erudito in vari campi della scienza, venne prontamente accontentato. Correva l'anno 1322. Stretto osservante della regola di San Francesco, volle sempre vivere in stato laicale, dedicandosi ai compiti più umili della Chiesa e del Convento, ai quali aggiunse numerosi digiuni, penitenze, orazioni ed altre virtù degne della condizione di perfetto claustrale. Durante la coabitazione nello stesso Convento, strinse una forte amicizia con il Beato Giovanni da Valle e con il folignate Beato Paolo Trinci. Nel 1342, Ludovico I successe al trono di Ungheria e Polonia a suo padre Carlo I (figlio di Carlo Martello); fervido cattolico, scrisse al P.F. Gerardo Odoni, Ministro Generale dell'Ordine Minore, di inviare alcuni suoi frati a predicare contro gli eretici nel suo Regno di Ungheria e nelle Province di Russia, Caramania e Bafarathan. Il Ministro Generale Odoni, ben conoscendo le caratteristiche di Tomaso, lo inviò, insieme ad altri quattro frati, in dette province ad "estiprare il seme falso e pestifero delle eresie ed a propagare il culto ed il candore della vera fede Cattolica Romana". Tomaso, pur stimando quel compito troppo superiore alle sue forze che riteneva insufficienti, umilmente obbedì e, nello stesso anno 1342, partì dall'Italia insieme ai suoi quattro compagni. Giunti in quelle terre straniere dopo una lunga peregrinazione, in breve tempo Tomaso e i suoi compagni convertirono novantamila eretici ed eressero trentasei Conventi di frati del loro stesso Ordine. Nel 1366 Re Ludovico, dopo aver conquistato con le armi la Provincia di Bulgaria e la Vicaria di Bosnia e sottomesso Moldavi e Rutheni, aveva rafforzato di molto la propria posizione. Memore del successo dei Frati Minori nella precedente occasione, scrisse ancora al Ministro Generale dell'Ordine Minore, che in quel periodo era il P.F. Marco da Viterbo, chiedendogli di inviare alcuni suoi frati a predicare la fede Cattolica agli abitanti di quelle due nuove Provincie. I frati scelti furono otto: il Beato Tomaso con i suoi quattro compagni della volta precedente, più altri tre che dipendevano dal Vicario di Bosnia. Entrati in quelle province, secondo San Antonino, convertirono in cinquanta giorni più di duecentomila eretici che però, essendo quelle terre molto vaste e densamente abitate , non rappresentavano nemmeno un terzo della popolazione. Quegli otto frati eressero, durante la loro attività di conversione delle genti, settantotto Conventi di frati ed un Monastero di monache.

Il gruppo degli otto frati era composto da:

  • Beato Tomaso da Foligno
  • Beato Antonio da Sassonia
  • Beato Nicolò Ongaro
  • Beato Ladislao d'Ungheria
  • Beato Gregorio da Tragurio di Dalmatia

(Gli stessi della prima missione in Ungheria, a cui si aggiunsero i successivi tre).

  • Beato Andrea Ongaro
  • Beato Gregorio da Iadra
  • Beato Benedetto da Puglia

Martirio

Nel 1370, mentre gli otto frati si trovavano a Bidinio, nella Vicaria di Bosnia, la popolazione della città si ribellò a Re Ludovico sotto la guida dei Calogeri, sacerdoti greci ortodossi, che catturarono i francescani allo scopo di fargli ripudiare la propria fede. Nonostante minacce e torture, nessuno degli otto fece atto di apostasia. Il 12 febbraio vennero condotti fuori dalla città di Bidinio, sulle rive del Danubio, ove fu nuovamente chiesto loro di ripudiare la propria fede. Di fronte al deciso rifiuto, gli insorti fecero a pezzi il corpo di Tomaso, di fronte agli altri sette, a cui successivamente tagliarono la testa e smembrarono i corpi.

Beatificazione

La tradizione Cattolica narra di una grande e splendida luce che comparve sopra i corpi dei martiri, mentre il coro degli angeli accompagnava le loro anime in cielo. I Calogeri greci, non soddisfatti dello scempio compiuto, liberarono dei cani affinchè divorassero i resti dei frati, ma questi scapparono urlando e latrando. Un'improvvisa pioggia torrenziale causò l'esondazione del Danubio, le cui acque rapirono i corpi martirizzati trascinandoli nel letto del fiume. Con meraviglia e stupore dei presenti, in mezzo alle acque intorbidite del Danubio, apparve un'area di acqua limpida, che permise di vedere quattro sepolcri, in corrispondenza del punto in cui erano stati trascinati i corpi dalle acque. Successivamente ulteriori miracoli vennero attribuiti agli otto frati, dando inizio al processo di beatificazione.

Bibliografia

Vite de' Santi e Beati di Foligno, descritte dal sig. Lodovico Iacobilli, dell'istessa città

Voci Correlate

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