Confetti di Foligno

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La Città dalle strade inzuccherate

Una rinomata fabbrica di confetti fu a Foligno fin dal sec. XVI. I confetti furono subito usati per partecipare a feste di famiglia, come i battesimi, le cresime, le comunioni e, soprattutto, i matrimoni: dalle prime rudimentali bomboniere se ne prepararono sempre di più raffinate. Gli amici, ricevuta la bomboniera, ricambiavano con altri confetti, che, negli sposalizi, diventavano una grandine, fino a rompere i bicchieri degli sposi. Foligno fu detta "dalle strade inzuccherate", alludendo all'uso di gettare confetti per le strade. Le ragazze innamorate si facevano dare tre confetti dalle spose novelle e li mettevano sotto il cuscino nella speranza di sognare chi le avrebbe sposate.

Lo Jacobilli ci ricorda che “Ha ancora nome Foligno di far bonissimi confetti e una sorta in particolare, denominati Minuti Folignati, tutti di zuccaro”, motivo per cui Foligno era famosa non solo per le sue fiere, ma anche per il fatto di essere la “città dalle strade di zuccaro”.

Lorenzo Mazzanti, un paio di secoli dopo lo Jacobilli, ci dice che "Altra fonte d'industria non men forte e doviziosa della altre ha questa Città ne' suoi Confetti, quali son reputati superiori agli altri tutti che si van fabbricando nel nostro Stato, sia per la finezza della sua pasta, sia per l'essenze di cui si compongono, sia per lo zucchero il più raffinato e purgato che v'impiegano, sia per le forme varie e svariate cui si fan prendere, sia infine per la squisitezza del gusto che essi posseggono per eccellenza. Si reputava in generale che i Confetti di Sulmona Città della Provincia dell'Aquila nel Regno Napolitano fossero stati i più perfetti di tutta l'Italia; chi ebbe congiuntura di porre in pareggio gli uni cogli altri, potè imparzialmente che per vedere la sola vaghezza dell'esterna forma superavano que' di Sulmona a quelli di Fuligno, ma per purezza, per gusto, per squisitezza superano di gran lunga que' di Fuligno, non dirò solo a quei di Solmona, ma eziandio a quelli che si confetturano in tutta l'Italia. Varie son le fabbriche che dan opera in questa Città a questo ramo d'industria, ma sopratutte primeggia quella del celebrato Domenico Spezi, che per quanto vada egli multiplicando la manutenzione, non giunge mai ad eseguirne le multiplici commissioni quali, come egli, tutti gli altri ricevono frequentissime da tutto lo Stato, ed in special modo dalle Romagne e dal Ferrarese. Si fa calcolo che escono da Foligno meglio di quarantamila libbre di Confetti per ciascheduno anno."

Il Bragazzi nel 1864 scriveva: "I confetti di Foligno sono unici in tutta Italia e preferibili per sostanza e scelta a quelli di Sulmona e portano il nome di Foligno in tutta la Penisola".

Una dinastia di pasticceri, tutt'ora operante in Foligno, iniziò la sua attività nel 1795 quando, in un piccolo laboratorio dolciario, situato nel Rione Croce nel centro storico di Foligno, Mastro Tommaso di Filippo Muzzi si specializzava nella produzione degli "Anisini", semi di anice confettati, celebrati come delizie autenticamente folignate.


Bibliografia

Il Giornale di Foligno - Anno 1887 - Numero 42 - Appendice: "Il Commercio e l'Industria di Foligno prima dell'anno 1856"
Lodovico Jacobilli - Discorso della Città di Foligno - Foligno 1646 - [Google Books]
La mia Umbria - Curiosità - I Confetti di Foligno
Antica Pasticceria Muzzi

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