Fiere a Foligno nello Stato Pontificio

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La Fiera dei Soprastanti

A Foligno si svolgeva anticamente una nota fiera, denominata "Fiera dei Soprastanti", alla quale accorrevano mercanti da tutta Europa. Per alcuni secoli la Fiera dei Soprastanti ha rappresentato per Foligno un'attività importante, non solo sul piano economico ma anche su quello organizzativo-amministrativo. L'istituzione della Fiera fu un privilegio che i Pontefici concessero quando la città era sotto il dominio dei Trinci. La prima notizia certa di questa Fiera si ha nell'anno 1425, in occasione delle celebrazioni per la festa dell'Annunciazione (o di S. Maria) che cadeva il 25 marzo (in quell'anno si protrasse per "tre dì devanti alla dicta festa e tre dì dopo essa"). La Fiera ebbe nel corso dei secoli una notevole espansione dell'importanza e della durata. Continue proroghe furono concesse, inizialmente, con provvedimenti straordinari emanati di volta in volta dai Priori del Comune su richiesta concorde dei mercanti; più tardi, numerosi Privilegi Papali permisero di affrancarla definitivamente dalla festa dell'Annunciazione e dal XVII secolo di istituzionalizzarne la durata in due mesi, dal 20 maggio al 20 luglio. Da questo momento verrà indicata come Fiera del Beato Pietro da Foligno, la cui festa cade il 19 luglio.

"E' nominata assai questa Città per una nobilissima Fiera, che si suol fare ogn'anno, cominciando dalli 20 di Maggio, fino alli 20 di Luglio; ove concorre moltitudine de' Mercanti da diverse parti del Mondo, portando ogni sorte di Mercantia. In questi due mesi, da tempo immemorabile in qua (cessando la giurisditione del Governatore e del Podestà) governano la Città, e Territorio, con titolo di Soprastanti della Fiera, cinque Gentil'huomini dell'Ordine e Conseglio de' Nobili, che si estraono ogn'anno a sorte; li quali hanno facoltà di conoscere e terminar in tutte le cause civili e criminali ch'occorrono (fra Folignati, fra Folignati e Forastieri e Forastieri) e punire e castigare li delinguenti etiam usque ad mortem inclusive; e le pene pecuniarie e le confiscationi a loro medesimi applicare...". E' quanto scrive nel 1646 Ludovico Jacobilli nel suo "Discorso della Città di Foligno".

All’aurora le campane con il loro suono annunciavano l’inizio della Fiera. All’ora terza (alle nove del mattino) entravano in funzione i Presidenti della Fiera: erano cinque Consiglieri, i Soprastanti, i quali assumevano i compiti amministrativi e giudiziari della città. Essi provvedevano a riscuotere la tassa di esercizio e la pigione delle botteghe. Nel XIV e XV Secolo, al Podestà di Foligno spettavano le prime cause e quelle per sentenziar giustizia. Al Gonfaloniere di Giustizia o Signore e poi Governatore della Città spettava la cognizione definitiva delle terze istanze, concedere grazia e segnare suppliche. Queste funzioni erano sospese durante il periodo della Fiera dei Soprastanti e venivano esercitate dai Signori della Fiera (i Soprastanti) che ricevettero, a partire dalla metà del 1500, il riconoscimento Pontificio a giudicare tutte le cause civili e criminali tanto fra cittadini che fra mercanti e a comminare le pene opportune, inclusa quella capitale. Il loro compito, tuttavia, non si esauriva in una funzione di ordine pubblico, estendendosi anche ad altre rilevanti competenze, che disciplinavano le modalità di svolgimento della manifestazione e di vendita, prevedendo anche le sanzioni relative. Il 10 gennaio 1492 la Sacra Consulta riconobbe ai Soprastanti la giurisdizione anche del contado e dell’intero distretto di Foligno. I Soprastanti erano coadiuvati dalle guardie, fanti che venivano formiti dalle ville circostanti; queste potevano essere esonerate dall'inviare fanti ma dovevano provvedere al pagamento di una somma in denaro che serviva a pagare gli uomini addetti al servizio della giustizia e del tribunale. I soprastanti eleggevano un Cancelliere Criminale, il quale provvedeva a svolgere i vari processi. Tale magistratura straordinaria, appunto i Soprastanti ed il Cancelliere Criminale, era costituita esattamente il 18 febbraio da sei cittadini illustri della Fiera, nominati ogni anno, attraverso l’estrazione da un bossolo contenente i nominativi di tutti i consiglieri. Nel 1671 Papa Pio V confermò le disposizioni di Papa Paolo III. Nel 1774 il Legato fece presente che era obbligo immemorabile mai interrotto, dei Soprastanti della Fiera, esibire i privilegi della loro prefettura e di riportarne al Governatore l’approvazione di valersene durante il tempo del loro ufficio.

La Fiera si distingueva in due periodi, uno detto "a tende alzate" e l'altro "a tende abbassate". La durata della Fiera variò nel tempo e raggiunse i due mesi. Durava in principio sette giorni. Nel 1502 il pontefice Alessandro VI la protrasse per altri sei. Nel 1514 Papa Leone X pubblicò un documento in difesa della Fiera di Foligno che alcuni intendevano ridimensionare per valorizzare quella di Pesaro. Il 20 aprile 1523 Papa Adriano VI con un suo Breve aggiunse altri dodici giorni e così la Fiera raggiunse i venticinque giorni. Il 17 febbraio dell'anno successivo, Papa Clemente VII la prorogò di altri sette giorni dopo Pasqua, esonerando dalle gabelle le merci che venivano poste in vendita. Il 13 marzo 1536 Papa Paolo III ratificò la consuetudine per cui i Soprastanti svolgevano le cause civili e criminali in tempo di Fiera. Tale ratifica fu confermata, dallo stesso Pontefice, con un proprio Breve del 13 giugno 1548. Con breve del 25 maggio 1571 Papa Pio V autorizzò per la città di Foligno la Fiera dei Soprastanti che in seguito fu confermata da Papa Urbano VIII il 21 luglio 1634. Nel 1685 durava due mesi, dal 20 maggio al 20 luglio. Anche Papa Benedetto XIII la confermò nel 1724.

L'appuntamento della Fiera folignate si inserì ben presto nel contesto del più grande sistema fieristico dell'Italia centrale, costituito da manifestazioni (Farfa, Lanciano, Rimini, Senigallia, ecc) susseguentesi secondo un calendario che permetteva ai mercanti di programmare un unico viaggio, costellato da tappe in importanti raduni, al fine di diminuire i costi e i rischi degli spostamenti e con il risultato di assicurare una notevole quantità di scambi e grande varietà e ricchezza di merci. Le autorità comunali dedicarono sempre particolare attenzione alla Fiera, che rappresentava per la Città occasione di notevole crescita economica e culturale. Fiera, infatti, significava afflusso di masse di mercanti, che dovevano alloggiare e cibarsi, che recavano mercanzie spesso irreperibili sul mercato interno e nuove correnti di cultura e tecnica mercantile e che, in ogni caso, col semplice svolgimento di date operazioni commerciali, portavano un notevole incremento all'economia cittadina, garantendo anche lo smaltimento delle eccedenze della produzione agricola. Per tale motivo furono continuamente adottati provvedimenti che favorissero al massimo l'afflusso di mercanti e genti nella Città, mediante ogni forma di garanzia personale e di stimolo economico, tra cui l'istituzione della figura dei Soprastanti, la concessione di privilegi fiscali, la garanzia di ogni protezione e franchigia, l'aumento della vigilanza diurna e notturna in Città e nelle strade principali di comunicazione. La vigilanza quotidiana alle porte e per le vie della Città era esercitata dai fanti, un corpo di vigilanza armata reclutato nel contado e particolarmente temuto per il potere di disporre del fermo e della conduzione dell'imputato di fronte all'autorità giudiziaria dei Soprastanti. La durata della Fiera donava prestigio ed importanza alla Città, ma non tutti i mercanti erano favorevoli. Nel 1575 oltre centotrenta mercanti di ogni regione d’Italia avanzarono una richiesta alla Comunità di Foligno per accorciare la Fiera e farla terminare il 1O giugno. La richiesta non venne accolta. Nel 1588 altri mercanti presentarono istanza per protrarre la Fiera dal 10 giugno al 5 luglio con la formula "a tende alzate". La richiesta venne accolta: infatti un documento del 1685 precisa che la Fiera cominciava il 20 maggio e terminava il 20 luglio. La Fiera dei Soprastanti durò a lungo; l’ultima edizione fu tenuta nell'anno 1816. Nel corso del XVIII secolo si assistette infatti ad un progressivo regresso dell'importanza della Fiera, che cominciò a cedere il passo a quella di Senigallia. Questo processo ebbe culmine nei primi anni del XIX secolo, nei quali si verificò un tale impoverimento del volume di affari trattati, che portò, nel 1816, alla mancata riconferma del privilegio della Fiera franca.

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Nella città si tenevano anche altre fiere, inferiori come durata, ma comunque molto importanti: la fiera di Santa Lucia di Pale che si svolgeva il lunedì successivo alla festa dell' Assunta (15 Agosto) e la fiera di San Magno che si celebrava, come ancora avviene il 14 settembre. E' da ricordare, inoltre, tra le tante altre fiere quella in onore del patrono San Feliciano che durava dal 25 gennaio per tutta la sua ottava. A tutto ciò si aggiungeva il mercato settimanale che avveniva nel centro città ogni sabato.

Rievocazione

Dal 1998, in occasione della Giostra della Quintana, si svolge una rievocazione della Fiera dei Soprastanti, lungo le suggestive vie e piazze del Centro Storico. La rievocazione dura un solo giorno e, all'interno della Fiera, si può acquistare tra i banchi pagando esclusivamente con il Quattrino, la moneta folignate coniata sotto Papa Paolo V.

Ico11.png Per approfondire vedere anche: La Fiera dei Soprastanti

Bibliografia

Rione Croce Bianca
Lodovico Jacobilli - Discorso della Città di Foligno - Foligno 1646 - [Google Books]
La Quintana di Foligno: una città, una storia, un popolo - Tesi di Laurea Universitaria in Scienze della Mediazione Linguistica - di Giulia Serafini
La Gazzetta di Foligno

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