Giuseppe Peppino Donne Calderini

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Giuseppe "Peppino Donne" Calderini (1909 – 1974)


Giuseppe Calderini
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"Peppino Donne"

Memorie di Silvio Ceccarelli

Giuseppe Calderini, detto Peppino Donne, è stato uno dei personaggi più caratteristici della nostra città.

Per voce di terze persone so che era stato, a suo tempo, un imprenditore, ma non so di cosa.

Dopo che la sua azienda era ormai sparita, trovò un’abitazione a Palazzo delle Canoniche; in seguito si trasferì in via Butaroni, a Palazzo Butaroni (quello che ci si trova di fronte quando si entra da via Garibaldi).

L’ho conosciuto che abitava in quel palazzo e faceva il robivecchi e l’ambulante; girava per le frazioni del folignate con il suo triciclo a pedali, prima, poi a motore, con l’ape.

Lo ricordo che raccoglieva le pelli di coniglio da girare poi alle concerie, ma nel suo carrettino non mancavano anche piccoli oggetti in vendita.

Mia madre mi raccontava che, nel primo dopoguerra, arrivava nei paesi ed al suo caratteristico grido “C’è Peppino, oh donne!”, aggiungeva “Pettine e pettinelle pe’ ammazza’ quelle ferelle!”

Quelle “ferelle” erano i pidocchi, che erano la “malattia” delle zone rurali, anche per la scarsa igiene; shampoo e bagnoschiuma arriveranno più tardi!

Gli ho visto pure vendere, nel periodo d’oro del prodotto, le figurine.

Dicevamo che il grido era “C’è Peppino, oh donne!” e con il tempo si trasformò in “C’è Peppinodonne!” che divenne il suo identificativo!

Persona mite, faceva da paciere quando si trovava in mezzo ad una lite. Profondamente credente e cristiano, è stato un faro umile nella città!

Cosciente delle sue debolezze, si vergognava quando gli capitava di sbagliare.

Era solito alzarsi la mattina presto per andare a servire messa presso la chiesa dell’Ospedale vecchio ed in questa opera pia riusciva a coinvolgere i figli e gli amici dei figli.

Sapeva rapportarsi con tutti, abile a raccontare e mimare le barzellette riusciva a raccontarle in ogni occasione e sempre riusciva a strappare una risata.


Articolo de “La Gazzetta di Foligno” del 1974

Un amico da non dimenticare: Peppino Donne.

Peppino è morto. Ora siamo tutti più poveri.

Egli rappresentava un’alternativa spontanea e cordiale, semplice ma potente, un’alternativa alla nostra società impazzita, al nostro modo assurdo di condurre la vita.

È stato un educatore saggio come un patriarca; un lavoratore tenace e giusto come un cristiano della prima ora; è stato un credente come un testimone in un mondo pagano.

Per questo, onoriamo la sua memoria, non tanto per attutire il nostro senso di colpa (ci fa bene), ma perché il meglio di lui non vada perduto.

In un mondo, preda dell’ansia e della brama di denaro, Peppino faceva lo straccivendolo; ma è passato tra di noi sicuramente con più dignità di un conte.

Girava prima con un triciclo a pedali e poi con un “ape”; ebbene, attorno a questo triciclo e a questo “ape” tutti i bambini dei paesi del Folignate hanno goduto momenti belli dando a Peppino la pelle di coniglio con la paglia dentro e ricevendo da lui palline di coccio colorate e figurine.

La dignità e l’onestà non sono figlie né del sapere né del potere. E oggi che Peppino è morto, il mondo è meno dignitoso.

Peppino è vissuto a San Giovanni Profiamma per tanti anni e la notizia della sua morte ha destato in tutti un profondo senso di tristezza.

Qui a S. Giovanni, come del resto ovunque nei paesi vicini, non c’è casa dove non ci sia una brocca, un secchio, un vaso per fiori, una marmitta o un tegame acquistati da Peppino.

Era questo un modo in cui egli era entrato nelle nostre famiglie.

Ma egli era entrato nelle nostre case soprattutto perché era entrato con il suo “stile di vita” nelle nostre anime: e noi non ce ne eravamo accorti.

Solo ora che è morto, avvertiamo che egli è più vivo di prima. Per questo, Peppino, ti ringraziamo ancora.

Ti diciamo grazie, perché sei stato un degli anelli della lunga catena dei testimoni della Verità.


Brevi note biografiche

Giuseppe Calderini nacque nel 1909 da genitori originari di Città di Castello che, oltre a lui, ebbero altri tre figli.

Sposato con Argentina Sebastiani, generò nove figli.

Morì nel 1974, a soli 64 anni.


Bibliografia

La Gazzetta di Foligno
Silvio Ceccarelli

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Collegamenti Esterni

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