Lucrezia Borgia

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Presunto ritratto di Lucrezia Borgia - Bartolomeo Veneto
Lucrezia Borgia ritratta da Pinturicchio
La breve di Alessandro VI

Papa Alessandro VI

Il 26 Agosto 1492, sale al Soglio Pontificio Rodrigo Borgia, col nome di Alessandro VI. Uomo dissoluto e libertino impenitente, tanto da laico che da Cardinale e poi da Papa, il suo cammino fu disseminato da figli, tutti ovviamente illegittimi. Quattro di questi figli (ne ebbe probabilmente altri cinque, da donne diverse) nacquero dalla relazione con Vannozza Cattanei e su due di essi, in particolare, riversò per tutta la vita un grande affetto ed un fiume di ricchezze: Cesare e Lucrezia. Uomo particolarmente abile negli intrighi e nei giochi di potere, a cominciare dalla sua stessa elezione, non esitò ad usare la bella figlia Lucrezia come pedina nello scacchiere politico italiano, dandola in sposa per ben tre volte a componenti di Famiglie con cui voleva apparentarsi.

Lucrezia Borgia Governatrice di Foligno

Lucrezia Borgia nacque a Subiaco il 18 Aprile 1480. Fin da adolescente fu soggetta alla politica matrimoniale collegata alle ambizioni prima del padre, poi del fratello Cesare. A soli 13 anni, nel 1493, Lucrezia andò in sposa a Giovanni Sforza, Signore di Pesaro, ma dopo un breve periodo di vita coniugale, il matrimonio fu scandalosamente sciolto per volontà del Pontefice. Lucrezia fu quindi data in sposa ad Alfonso d’Aragona, duca di Bisceglie, figlio naturale del Re di Napoli Alfonso II (1498).

Lucrezia Borgia d'Aragona Duchessa di Bisceglie, è creata dal Papa Governatrice di Spoleto, Foligno, Assisi, Nocera, Sassoferrato, Visso, Gualdo, Bettona, Trevi, Bevagna , Montefalco, S.Gemine ed Abbatia di Ferentillo. Il 21 agosto del 1499 Lucrezia Borgia venne nominata dal papa Governatrice dei territori sopra citati e si trasferì a Spoleto. Era solita di chiamarsi Ducissa Spoleti et Gubernatrix Fulginei. Il Comune di Foligno chiese alla Borgia di avere un rappresentante in città per non essere costretti tutte le volte a ricorrere a Spoleto, ed insieme domandarono la conferma ad una certa legge municipale recentemente fatta, con la quale si tutelava la città dalle scorrerie dei banditi e dei ladri. La duchessa rispose dalla rocca di Spoleto il 4 settembre, aderendo alle domande del Comune, ed offrendosi a “favorire la città in ogni altra cosa dove sia necessaria l'opera, interpretazione ed autorità nostra”. Il 10 settembre 1499 fa suo luogotenente in Foligno, con cura di detti luoghi, Alberto Leoncilli.

Nell'agosto del 1500 Lucrezia Borgia non era più Governatrice di Foligno, ma i folignati dovettero conservarne gradita memoria, poiché quando essa nel 1502 da Roma andò come sposa al primogenito del Duca di Ferrara, il Comune di Foligno le fece, nel suo passaggio per questa città, feste assai sontuose.

Cambiando ancora le necessità politiche del Vaticano, i Borgia voltarono le spalle al Regno di Napoli, preferendo allearsi con i Francesi e Cesare sposò Carlotta d’Albret, diventando così il duca Valentino (dal nome del ducato di Valentinois, ricevuto dal re di Francia); per evitare ogni tentennamento del padre, circa la rottura dell’amicizia Aragonese (e secondo alcuni anche per gelosia nei confronti della sorella), Cesare, il 18 Agosto 1500, uccise il duca di Bisceglie, troncando così ogni possibilità di ripensamento.

Impegnato successivamente nella riconquista della Romagna, Cesare impose alla Città di Foligno di produrre una grande quantità di funi, necessarie alle sue truppe. Divenuto ora Duca di Romagna, era necessario un altro apparentamento: Lucrezia venne data in sposa ad Alfonso d’Este, primogenito del Duca di Ferrara. Il matrimonio si celebrò in Vaticano per procura il 30 dicembre del 1501, con grandi feste. Il 6 gennaio 1502 Lucrezia partiva con numeroso e gaio seguito alla volta di Ferrara, accompagnata sino a Porta del Popolo dai cardinali tutti, dai magistrati, dagli ambasciatori.

Il ritorno a Foligno

La Duchessa giunse in Foligno il 13 gennaio e gli ambasciatori del Duca di Ferrara narrando lo splendido incontro che ebbe in Foligno, scrissero che
"qui in Foligno è stato fatto il migliore accoglimento e maggiori testimonianze di letizie che in altri luoghi fuori di Roma".
Il passaggio della Duchessa attraverso l’Umbria, venne preannunciato da una breve di Alessandro VI ai magistrati delle città lungo il percorso (datata 18 Dicembre 1501) in cui ordinava di onorare, accogliere e trattare a loro spese la Duchessa Lucrezia Borgia, che andava sposa al Ducal primogenito di Ferrara con grande e nobil corteggio.

Nel diario di Lucrezia Borgia si legge:
L’indomani sera eravamo a Foligno e io alloggiai nel Palazzo Trinci, dove il legato del Papa ci deliziò con feste straordinarie che si conclusero con un grande ballo: << Abbiamo aperto le danze ieri, io e lei, non l’avevo mai vista così bella. I suoi capelli erano più dorati del solito. Pare che sia necessario lavarli sovente per preservare il colore di questo biondo straordinario. Nel vestito di velluto nero, si rivelò ancora più esile, più carina. Portava sul capo un berretto d’oro, che si distingueva appena dall’oro dei suoi capelli. Sulla fronte brillava un enorme zaffiro che si abbinava agli occhi. I suoi nani spagnoli sono creature assai divertenti. Ballano contemporaneamente a lei, la seguono dappertutto, attirando così ancor di più l’attenzione sulla sua bellezza. Sono vanitosi e amano indossare ricchi vestiti abbinati a quelli della loro signora. Si concedono gesti osceni e scherzi villani, perfino su di lei, cosa che non sciocca nessuno. Le maniere di Roma non assomigliano affatto a quelle di Mantova. Che diresti tu se i tuoi nani ti tormentassero con i loro scherzi, e lo facessero perfino nella sala da ballo? Madonna Lucrezia accetta tali burle con buon umore. Del resto sembra più gioiosa da quando abbiamo lasciato Spoleto, dove sembrava imbronciata. >>
Ho copiato qui una lettera che mio cognato Ferrante inviò allora alla sorella Isabella, e che Francesco Gonzaga prese alla moglie: nella foga della passione che nutriva per me, la conservava nel suo abito, appoggiata al cuore, e me la rese in occasione di uno dei nostri ultimi incontri. A Foligno ci accolsero tutti meravigliosamente bene, vi ricevetti testimonianze di fedeltà più che in qualsiasi altra città, eccetto Spoleto. Ripartimmo l’indomani, dopo che l’ebbi visitata e dopo aver ammirato, grazie al legato, i libri preziosi conservati nel palazzo municipale. Esiste a Foligno una bella tipografia, dalla quale sono usciti, cinquanta anni or sono, l’opera De bello italico adversus Gothos dell’Aretino, e una ragguardevole edizione in lingua volgare della Divina Commedia di Dante.”

Lucrezia non si sposò più, ebbe numerosi figli e morì, a soli 39 anni, pochi giorni dopo aver dato alla luce Isabella Maria d'Este.


Bibliografia

Il Diario segreto di Lucrezia Borgia - Bouflet Joachim - Newton Compton Editore
Lucrezia Borgia su Wikipedia
Documenti indediti di Storia Umbra - Tiberio Natalucci - 1861 - Foligno - Tipografia di Feliciano Campitelli

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