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Pills.png Pillole di Storia Folignate
  • Il 10 luglio 1526 il Consiglio Centumvirale adottò la decisione di costruire un’altra porta all’interno di quella detta Contrastanga, che si trovava dietro la chiesa di San Francesco.
  • Il 3 marzo 1527 i Magistrati della città ricevettero l’ordine di mandare trecento fanti per liberare il pontefice, che era assediato nel Castel Sant’Angelo.
  • Il 20 dicembre 1530 la comunità di Bevagna allarmata dalle minacce che le venivano dalle città vicine, fece istanza alla magistratura della città di Foligno di essere accolta sotto la protezione.
  • Il 6 marzo 1531 il Consiglio Centumvirale provvide alla nomina di sei patroni della Confraternita della SS. Annunziata. I patroni erano tutti nobili cittadini.
  • Il 25 ottobre 1531 un decreto di Papa Gregorio XIII proibiva ai folignati che abitavano all’interno delle mura cittadine di macinare il grano nei molini esterni. Tale decreto fu rinnovato nel secolo successivo, il 17 settembre 1656, quando era pontefice Alessandro VIII.

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Left I Rioni Soppressi
Piazza Vecchia Così chiamata perchè comprendeva la Piazza principale di Foligno, l'attuale Piazza della Repubblica che al tempo dello Jacobilli si chiamava Piazza grande. Lo Jacobilli descrive la sua Arme come "una Piazza, o l'insegna di San Feliciano". Faceva fuochi 56. Nelle successive rideterminazioni dei Rioni, è stata assorbita dal Borgo (e successivamente dallo Spada) e dal Mora. Il Morichini aveva rappresentato un palazzo, nel XIX Secolo troviamo l'effige di San Feliciano in oro e giglio nero con altri fregi.

Borgo Compagnia formata da sette borghi di case tutte unite e quasi serrate fra di loro. Compresa tra Piazza Spada e le Conce, faceva fuochi 41. L'arme era sconosciuta allo Jacobilli. Ha prima assorbito la Piazza vecchia ed è poi stato assorbito dallo Spada. Il Morichini ne disegna l'Arma come di una strada principale da cui si diramano tre strade secondarie sia a destra che a sinistra. Nel XIX Secolo diventa una croce ad otto bracci. Leggi Tutto


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Left Corrado III Trinci
Corrado III Trinci, figlio di Ugolino (... – Soriano nel Cimino, 14 giugno 1441), è stato un condottiero italiano, nono ed ultimo Signore di Foligno dal 20 Gennaio 1421 all'8 settembre 1439. Sposato con Costanza Orsini di Monterotondo, ebbe diversi figli, molti dei quali lo seguirono nella sua tragica fine. Nemico dei papi, lottò contro la chiesa depredando i monasteri. Compì una feroce vendetta contro i responsabili della morte dei fratelli, incorrendo nell'ira di Papa Martino V che inviò contro di lui Francesco Sforza per privarlo della città di Foligno. Corrado si difese, ma dovette venire a patti; fu riconfermato nel vicariato di Foligno e di Nocera e nominato condottiero di Martino V, e fu inviato alla conquista di Perugia, contro Oddo Fortebracci. Celatamente continuò però a favorire i nemici della chiesa e nel 1428 riprese le armi. Nel 1434 lottò contro Coccorone (l'odierna Montefalco), che gli si era ribellata e riuscì ad occuparla. Contro di lui mosse ancora Francesco Sforza, inviando il fratello a combatterlo, ma questi fu battuto. Leggi Tutto

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Left Zecca di Foligno
L'attività della zecca folignate, così come si desume dai documenti e dai reperti giunti sino a noi, fu discontinua e si può dividere in tre periodi: Il XV Secolo, il XVI Secolo ed il XVIII secolo. Si sono fatte congetture circa il diritto di battere moneta che sarebbe stato concesso a Foligno da Federico II ma, non essendo mai stata trovata una prova tangibile, nè essendo mai stata nominata, negli scritti e nelle trattazioni commerciali dell'epoca, una "moneta fulignese" si resta, appunto, nel campo delle congetture. Le monete coniate in Foligno a tempo di questi piccoli Sovrani si riferiscono, probabilmente tutte, a tempo di Corrado, che fu l'ultimo di quella casa a dominare in Foligno, e che ne ordinò la stampa proprio nell'ultimo anno della sua Signoria. Oggi sono di una rarità estrema, e la ragione si trova nel fatto che, lui spodestato, i cittadini curarono di cancellare e distruggere qualunque memoria che ricordasse quella famiglia, onde é assai probabile che allora distruggessero anche tutte le loro monete. Leggi Tutto

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Left Il Mostro di Foligno

Luigi Chiatti (Narni, 27 Maggio 1968) è un serial killer italiano, identificato dai media come il “Mostro di Foligno”. Figlio di una giovane cameriera, la ventiquattrenne Marisa Rossi, e di padre ignoto, nacque con il nome di Antonio Rossi e visse il primo periodo di vita con la madre a Roma, presso la famiglia dove lavorava a servizio. Non molto tempo dopo, non potendo provvedere al bambino, la madre lo riportò a Narni, in un brefotrofio gestito da religiose. Lì rimase fino al 24 Marzo 1974, quando venne affidato ad un’anziana coppia folignate composta da Ermanno Chiatti, medico, e dalla consorte Giacoma Ponti, ex insegnante delle elementari. Con l’ufficializzazione dell’adozione (13 Giugno 1975), il nome gli venne cambiato in Luigi Chiatti. Leggi Tutto


Pills.png Pillole di Storia Folignate
  • Il 21 febbraio 1721 fu organizzata nella Piazza Grande una Giostra al Saracino. Vinse Giacomo Elmi.
  • Il 17 luglio 1723 il vescovo Monsignor Giosafat Battistelli pubblicò un editto rivolto ai medici. Li esortava a non visitare i malati dopo il terzo giorno di malattia, se gli stessi non provavano di essersi confessati.
  • Con breve pontificio del 1 gennaio 1727 fu eletto priore della città di Foligno Vincenzo De Sanctis, il quale esercitava già le funzioni in via provvisoria dal 18 novembre dell’anno precedente, dopo la scomparsa del priore in carica.
  • L’11 aprile 1728 i giovani delle famiglie consolari inoltrarono istanza al Consiglio Centumvirale, per essere autorizzati ad indossare un vestito con i due colori (bianco e rosso) dello stemma comunale, e ciò per distinguersi dagli altri cittadini.
  • Il 23 giugno 1728 Mons. Giosafat Battistelli, Vescovo di Foligno, emanò un decreto con il quale proibiva alle donne di intervenire alle funzioni religiose notturne dopo il tramonto e prima del sorgere del sole.

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Left Barbanera
"Il libro […] ove s'aduna il fiore dei Tempi e la saggezza delle Nazioni: Barbanera..." (Gabriele D’Annunzio, 27 febbraio 1934). "Uscito dalla stamperia di Pompeo Campana, con la bisaccia stretta al corpo, il venditore raggiunse con passo rapido Piazza Grande. Brulicante di gente, la Piazza accoglieva quel giorno i banchi della Fiera di Santo Manno. Era il 15 settembre del 1761. Tra mercanzie di ogni genere, broccati e monili, l'ambulante decise di attendere il momento migliore per tirare fuori quel carico per lui tanto prezioso. Una giornata calda e limpida aveva infatti spinto compratori e curiosi, di Foligno e di fuori città, a trascorrere alla fiera le prime ore del mattino. La campana della Cattedrale batté le dieci. All'ultimo rintocco un richiamo attraversò l'aria: Barbanera! Barbanera di Foligno! Santi, fiere, tempo e lune. E per tutti, il Discorso generale del famoso Barbanera, per l'anno 1762" Leggi Tutto





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