Ugolino III Trinci

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Stato Signoria di Foligno

Stato Pontificio

Titoli Vicario Apostolico

Capitano del Popolo Gonfaloniere di Giustizia

Predecessore Corrado II Trinci
Successore Niccolò Trincia Trinci
Inizio Signoria 1386
Fine Signoria 11 Maggio 1415
Famiglia
Consorte Costanza Orsini di Pitigliano
Figli
  • Niccolò Trincia
  • Bartolomeo
  • Corrado

Ugolino III Trinci (... – 1415) è stato il settimo Signore di Foligno, all'inizio del XV secolo. Figlio di Trincia Trinci, fu Gonfaloniere di Giustizia e Capitano del Popolo di Foligno, a partire dal 1386, quando succedette al fratello Corrado II Trinci. Sposò Costanza Orsini, la figlia del conte di Pitigliano, Aldobrando Orsini. Ugolino fu anche amico del condottiero perugino Braccio Fortebracci, a capo della vicina città sin dal 1416. Egli restaurò e rinnovò in parte anche la residenza cittadina, il Palazzo Trinci. I suoi figli Niccolò, Bartolomeo e Corrado gli succedettero a capo della Signoria.

Biografia e Note Storiche

Ugolino III, figlio di Trincia, successe allo zio Corrado II Trinci; da lui furono fatti ricostruire i castelli di Annifo, Verchiano, Rasiglia ed Acquafranca; a lui si deve anche la ricostruzione in Foligno del Palazzo che porta il cognome della famiglia (1389-1407) abbellito poi dai suoi successori. Il gruppo di case che divennero Palazzo Trinci apparteneva ai Ceccarelli, ricchi mercanti di Foligno. Ugolino si impegnò molto nella difesa del territorio folignate dalle truppe di Biordo Michelotti[1] e dai molti gruppi di briganti che infestavano le strade costituiti quasi sempre da poveri contadini cacciati dalle loro case e spinti al brigantaggio dalla fame. Nel 1383-84 nella confusione generata dal “Grande Scisma”, Rinaldo Orsini era riuscito ad entrare a Spoleto, divenendone Signore, ma Ugolino lo obbligò alla capitolazione; successivamente riuscì anche a restituire i territori perugini, conquistati da Biordo Michelotti, al Papa (Biordo Michelotti fu poi ucciso a Perugia per ordine dell'Abate di S. Pietro). Fra il 1399-1400 il territorio folignate fu “infestato” da una folla di oltre quattromila persone scalze ed avvolte in lenzuola bianche: erano i “penitenti bianchi” che cantavano inni religiosi ed invocavano la pace. Provenivano da Siena e, attraverso Foligno, si recavano a Spoleto. Sposò Costanza Orsini, la figlia del conte di Pitigliano, Aldobrando Orsini, da cui ebbe tre figli: Niccolò Trincia, Bartolomeo e Corrado. Ugolino fu anche amico del condottiero perugino Braccio Fortebracci, a capo della vicina città sin dal 1416. Nel 1414 Foligno fu vittima della più grande devastazione di quegli anni e questo avvenne per opera del re Ladislao di Napoli, sdegnato contro Ugolino poiché questi, quando era Capitano Generale, aveva posto in fuga le sue truppe. Ladislao devastò tutto il territorio fin sotto le mura della città “non lasciando cosa creata sopra la terra salva ed intatta e facendo tagliare dai soldati tutto ciò che trovano” (D. Dorio). Alla vista di tante devastazioni e all'udire tanti gemiti di disgraziati ridotti alla completa miseria, Ugolino mori l'11 maggio 1415. I figli Niccolò Trincia Trinci, Bartolomeo e Corrado, alla morte del padre diedero vita ad una sorta di gestione corale del potere, pur designando il maggiore, Niccolò, come Vicario Pontificio ufficiale.

Note

  1. Capitano di ventura, allievo prediletto di Alberico da Barbiano, fu al servizio dei Visconti e quindi divenne capitano generale del comune di Firenze. Nel 1392 molti feudi limitrofi al territorio perugino come Assisi, Orvieto, Nocera, Deruta, e Todi, nel timore di perdere la loro indipendenza e di entrare nell'orbita del dominio della Chiesa, gli si assoggettarono in cambio della sua protezione militare. Nel 1393 a Perugia vi furono alcuni tumulti e prevalse la fazione popolare dei Raspanti contro l'avversa parte dei Beccherini, di nobile estrazione. Quest'ultimi vennero, quindi, esiliati e costretti a ritirarsi nei propri feudi di campagna. Una commissione di 25 cittadini si pose al governo della città e questi chiesero al Michelotti, accolto con tutti gli onori in città, di presiederne il governo. In breve nacque una signoria ricordata per la sua brevità ma anche caratterizzata da un periodo di importanti riforme. Il 10 marzo del 1398 la signoria perugina del Michelotti ebbe fine con la sua vita stessa. Il signore venne, infatti, ucciso nella sua residenza, per ordine dell'Abate di San Pietro. In breve la signoria, che aveva allargato in pochi anni la sua influenza su gran parte dell'attuale regione Umbria, si sfaldò.

Bibliografia

Gli affreschi del Palazzo Trinci a Foligno - Mario Salmi
Il Vicariato dei Trinci - Don Michele Faloci Pulignani
Le arti e le lettere alla Corte dei Trinci - Don Michele Faloci Pulignani
Prima edizione a stampa della Divina Commedia – Studi II - Piero Lai
Istoria della Famiglia Trinci - Durante Dorio - Foligno - 1638 - Agostino Alteri
Compendio della Storia di Fuligno - Giuseppe Bragazzi - Foligno - 1858 - Tipografia Tomassini
La Gazzetta di Foligno - 1988/89 - articoli di Federica Ferretti
La cronaca del Trecento italiano - Carlo Ciucciovino
Di Corrado Trinci, tiranno ecc. – Medardo Morici – Bollettino della Regia deputazione di Storia Patria per l’Umbria – Volume XI – Unione Tipografica Cooperativa – Perugia - 1905
Storia del Comune di Spoleto dal Secolo XII al XVII – Achille Sansi – Stabilimento di P. Sgariglia – Foligno - 1879
Pro Trevi – Famiglia Manenti
WikiDeep
Enciclopedia Treccani Online
I Priori della Cattedrale di Foligno – Don Michele Faloci Pulignani – Bollettino della Regia deputazione di Storia Patria per l’Umbria – Volume XX – Unione Tipografica Cooperativa – Perugia - 1914
Santi e Beati
Vite de’ Santi e Beati di Foligno – Lodovico Jacobilli – Agostino Alteri – Foligno - 1628
Bollettino della Pro Foligno - Anno 11º NUMERO 2, Febbraio 2011
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