Vincenzo Foglietta

Da WikiFoligno.


Vincenzo Foglietta
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Cantautore - Musicista
Periodo di Attività 1971/1980
Etichetta Durium
Genere Folk
Album Pubblicati 1
Brani Singoli 12


Vincenzo Foglietta, in arte Fojetta (Foligno, 29 Luglio 1940 - Foligno, 22 Marzo 1980), è stato un cantautore, musicista e conduttore radiofonico.


Biografia

Gli esordi e gli Anni '70

Inizia presto a suonare la chitarra, già a sedici anni infatti si esibisce in diversi locali in Italia, in Francia, Costa D’Avorio e Tunisia. Nel 1964 raggiunge Milano, la città per eccellenza della discografia italiana, firmando un contratto discografico con la Durium di Alberto Airoldi, che propone alcune sue incisioni a 45 giri: "Voglio cambiare aria" e "I denti" (1971), canzoni censurate in Italia, ma incise in spagnolo, tedesco, francese, inglese e persino in slavo, ottenedo un buon riscontro all’estero. Proprio nell'allora Yugoslavia raggiunge le trecentocinquantamila copie vendute, posizionandosi al primo posto in classifica, mentre in Argentina diventa la sigla della più importante trasmissione televisiva di musica leggera del paese.

Seguono a questo successo altri quarantacinque giri: Nel 1972, sempre per la Durium, "L’ascesa" e "Il corno rosso". Nel 1974 incide "Me ne vado in campagna" e "Suga suga". Nel 1975 "“Cocca mia" e "Lu telefunu", legati al tema della campagna, vista come fuga da un mondo troppo frenetico e inquinato, ed alcuni suoi pezzi sono incisi da Loretta Goggi. Ispirato dalla natura gira per le campagne e le montagne umbre, con magnetofono a tracolla, registrando tutto quello che gli può ispirare musica tradizional-popolare. Si immerge quindi sempre più nei panni del cantastorie che racconta un mondo che non c’è più, divenendone allo stesso tempo depositario e innovatore, ed è proprio questo che gli fa progettare l’album inciso e distribuito dalla Durium nel 1973, dal titolo "Dall’Umbria con…folclore".

I Canti della tradizione popolare

Nasce così, dopo un’attenta opera di ricerca e trascrizione, “Dall’Umbria con folclore” (1973), il 33 giri che contiene i brani più conosciuti ed amati del suo repertorio: "Che Magnerà la Sposa", "Bella Brunetta", "Gina Folle", "Bondì e Bongiorno", "Donna Lombarda", "Stornelli Maliziosi", "S.Antonio a lu Deserto", "Il Fior de la Ninetta", "Mamma de le mie Mamme", "La Gina va in Cantina", "Emma mia Cara", "Arrizzete Marì".

Che Magnerà la Sposa

Che magnerà la sposa la prima sera?
Mezzo piccioncino e mezzo piccionci’.

Che magnerà la sposa la seconda sera?
Le du’ tortorelle
e mezzo piccionci’.

Che magnerà la sposa la terza sera?
Tre palombe impiolate,
le du’ tortorelle
e mezzo piccionci’.
.....................
Che magnerà la sposa le dieci sere?
Dieci botti di buon vino
per sciacquare il suo visino,
nove file di buon pane
per sfamare la sua fame,
otto bovi alla pelle dura,
sette galli alla cresta dura,
sei piatti d’insalata,
cinque sfoje de tajatelle,
le quattro anitrelle,
tre palombe impiolate,
le du’ tortorelle
e mezzo piccionci’.


Nella cultura contadina, caratterizzata da una dieta alimentare particolarmente povera, un canto di questo genere non poteva certo non avere presa e potrebbe essere interpretato come proiezione delle fantasie prodotte dalla carenza di cibo. La versione riportata è quella registrata in Umbria e riproposta dal cantautore folk Vincenzo Fojetta negli anni ’70, ma la stessa storia con nomi diversi (La cena della zita) è presente in molte regioni Italiane. È una canzone cumulativa dove importante è il gioco mnemonico già nota in Italia dalla metà del quattrocento nella versione messa in musica dal fiammingo Jacon Obrecht (1430-1502). Delle innumerevoli versioni e quantità di alimenti mangiati nelle diverse cene (fino al marito stesso, nelle Marche), la storia umbra si carica di espliciti doppi sensi e allusioni sessuali, per cui l’appetito dimostrato dalla sposina non è solo di natura alimentare...

S.Antonio a lu Deserto

Buona sera amici cari
tutti quanti qui presenti
sete tutti qui vinuti
pe' la festa de domani
che domani è S.Antonio lu nemicu de lu demoniu..

S.Antonio S.Antonio lu nemicu de lu demoniu!

Li parenti de S.Antonio
una moje je vojono dane
ma lui non ne vo' sapene
e a lu desertu se fa mannane
pe n'ave' la seccatura
de sta' a fa' 'na creatura...

S.Antonio S.Antonio lu nemicu de lu demoniu!

S.Antonio a lu desertu
se magnava li tajulini
Satanassu pe' dispettu
je rubbette li furcini
S.Antonio nun se lagna: co' le mane se li magna..

S.Antonio S.Antonio lu nemicu de lu demoniu!

S.Antonio a la fontana
se lavava la'nsalata
Satanassu pe' dispetto
je tirette na sassata
S.Antonio lu pia pe lu collu
e lu mette co lu capo a mollu..

S.Antonio S.Antonio lu nemicu de lu demoniu!

S.Antonio a lu desertu
se 'rcucia li carzuni
Satanassu pe' dispettu
je rubbette li vuttuni
S.Antonio se ne frega: co lu spago se li lega...

S.Antonio S.Antonio lu nemicu de lu demoniu!

S.Antonio a lu deserto
se dicja l'orazione
Satanassu pe' dispettu je fa lu versu de lu trombone
S.Antonio co' lu furbicione
tricchetetracchete: lu fa cappone...

S.Antonio S.Antonio lu nemicu de lu demoniu!


Anche per questa canzone, la versione proposta è quella di Vincenzo Fojetta. Altre versioni, più o meno famose, sono quelle di Tony Santagata, dei Gufi di Lino Patruno e Nanni Svampa e quella brevemente proposta da Franco Franchi in una scena del film "Don Franco e Don Ciccio nell'anno della contestazione" (1969). Ne esiste una versiona "non ufficiale", riadattata dai popolani dei Rioni di Foligno che viene abitualmente cantata in occasione della Giostra della Quintana.

Arrizzete Marì

Arrizzete, Marì, ché lu jornu è fattu
lu porcu sta a strillà jo lu stallittu
perché je manca l'acqua 'nda lu troccu.

Arrizzete che ghjemo pe 'ste ripe
co' li canestri a coje le murriche
arrizzete Marì, ce sta lo sole
ché lu troppu durmì te pò fa' male.

Li faciulitti so' cascati jone
li citruncilli non arvo' più sune
annaffiali comma' 'sti quattro fiuri
'sti citruncilli co' 'sti pummidori.

E Marcu la 'ncumincia la 'nfienata,
e Ninu l'ha finita la 'ntroccata,
e quillu ninu non se vò sta' zittu,
te vutta jo la porta de lu stallittu.

Lu carriolu te l'honno scocciatu,
lu stabbiu nun te l'honno carrigghiatu:
porta lu carru da lu faracocchju,
che è quillu dello fore Santu Racchju.

Arrizzete comma' ce sta lo sole,
ché lu troppu durmì te pò fa' male,
arrizzete comma' ché ghjornu è fattu,
te pò pijà 'che corbu 'nda lu lettu!


Questa è forse la canzone, dell'intero repertorio di Vincenzo Fojetta, più conosciuta, amata e cantata ancora oggi; non è raro infatti ascoltare cori più o meno intonati che la ripropongono, ad esempio nelle serate quintanare nelle varie taverne della città. L'essere cantata in dialetto folignate piuttosto stretto, non ne impedisce la quasi totale comprensione anche nelle zone del Ternano o lungo il confine con le Marche.

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Fu proprio questo progetto discografico a fargli assegnare dalla critica musicale il premio del “Paroliere”, a Monticelli Terme di Parma, per ben 3 anni consecutivi; nell'albo d'oro di questo premio, il nome di Vincenzo Fojetta compare accanto a nomi come Sandro Giacobbe, Roberto Vecchioni, Gianni Bella, Duo di Piadena, Antonello Venditti, ed Ennio Morricone.

Partecipazioni a trasmissioni radio e tv

Sulla scia del successo, partecipa numerose volte come ospite alle più importanti trasmissioni radiofoniche e televisive nazionali, tra cui “Domenica In”, “Colpo di Fortuna”, “Andata e Ritorno”, “Pomeriggio con Mina”, arrivando a condurre personalmente programmi radiofonici di Radio Montecarlo ("Fojettissimo").

Il successo internazionale e la scomparsa prematura

Nel 1977 la Durium pubblica i 45 giri "La vita è bella" e "Ma che confusione" oltre a "L’ascesa" e "La storia della vita". Iniziano le tournee nazionali e diversi concerti europei, come rappresentante dell’Umbria; inoltre in Lussemburgo, visto il successo ottenuto, viene istituito un premio a lui dedicato. In seguito ai successi ottenuti nella capitale ed in Lussemburgo stava preparando un nuovo lavoro a 33 giri, improntato su nuove ricerche della musica tradizionale, tutto questo però non potè veder la luce a causa della sua prematura scomparsa.

Canti e Discanti - Umbria World Fest

Il Festival Canti e Discanti, dedicato a Vincenzo Foglietta, nasce da un’idea di Massimo Liberatori, Piter Foglietta e Daniele Cestellini con l’intento di recuperare forme espressive e linguaggi musicali legati alla matrice orale della tradizione umbra ed italiana attraverso un connubio di esperienze che da un lato guardano alla tradizione musicale di matrice orale, e dall’altro mirano ad una rielaborazione e presentazione di tali musiche. Le varie edizioni hanno in alta considerazione la partecipazione di musiche così dette etniche, attraverso la proposizione di performance legate al patrimonio musicale di tradizione orale appartenente a culture non italiane. Numerosi gli artisti che hanno partecipato: Eugenio Bennato, Teresa de Sio, La macina-Gang, Avion Travel, Giovanna Marini con Coro e Banda di Testaccio, Ambrogio Sparagna, Sara Modiglioni, Raffaello Simeoni, Keramidari, Tzigane Tziganes, gli Inti Illimani etc. In occasione della dodicesima edizione, nel 2013, il Festival è stato ridenominato Umbria World Fest, sempre sotto la direzione artistica di Piter Foglietta, mantenendo gli stessi obiettivi: trasformare Foligno, per tutta la durata del Festival, nel palcoscenico delle culture, per aprire numerose e suggestive finestre sul mondo, grazie ad artisti di fama nazionale ed internazionale che si raccontano grazie ad eventi non solo musicali, ma anche espositivi (foto e multimedialità) e performativi. Foligno, "crocevia di genti", mette a disposizione le sue diverse ed accoglienti location alle culture ed alle arti del mondo, attraverso concerti, mostre fotografiche, proiezioni multimediali, workshop ed incontri anche enogastronomici.

Discografia

LP 33 giri

  • Dall’Umbria con…folclore - Durium ms M 77329

45 giri

Anno Brano A Brano B Etichetta Note
1971 Voglio cambiare aria I denti Durium Ld A 7734
1972 L'ascesa Il corno rosso Durium Ld A 7763
1974 Me ne vado in campagna Suga suga Durium Ld A 7861
1975 Cocca mia Lu telefunu Durium
1977 La vita è bella Ma che confusione Durium
1977 L’ascesa La storia della vita Durium

Bibliografia

Piter Foglietta
Articolo pubblicato in “PERCORSI UMBRI” - Rivista Antropologica della Provincia di Perugia N°2/3 Giugno 2008 - Marco Baccarelli e Barbara Bucci
Vincenzo Foglietta in arte Fojetta - Carlo Casale
Canti e Discanti - Folclore.it
Spoletonline
Archivio Istituto Luce

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Collegamenti Esterni

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