La Liberazione

Dopo lo sbarco Alleato a Salerno nel settembre 1943, le truppe tedesche dovettero ritirarsi lungo la penisola. Seguendo le direttive di Hitler del 4 ottobre 1943, si attestarono lungo la "Linea Gustav". Questa linea difensiva fortificata divideva l'Italia in due: a nord c'erano le truppe tedesche (nel territorio formalmente controllato dalla Repubblica Sociale Italiana), a sud gli Alleati. La linea si estendeva dalla foce del fiume Garigliano, al confine tra Lazio e Campania, fino a Ortona, comune costiero in Abruzzo, passando per Cassino, la catena montuosa delle Mainarde, gli altipiani maggiori d'Abruzzo e la Maiella.
La Linea Gustav fu sfondata il 18 maggio 1944, grazie all'avanzata Alleata (con l'inizio dell'operazione Diadem). I tedeschi dovettero quindi arretrare e attestarsi sulla "Linea Hitler", situata poco più a nord.
Tra il 23 e il 24 maggio, con lo sbarco di Anzio, i tedeschi furono costretti a ritirarsi ulteriormente, fino alla "Linea Caesar", che andava da Ostia a Pescara. Il 31 maggio, dopo la presa di Velletri, le forze Alleate avanzarono verso Roma, liberata tra il 4 e il 5 giugno 1944.
Inseguendo i tedeschi, gli eserciti Alleati proseguirono l'avanzata. I tedeschi iniziarono a ritirarsi verso la "Linea Albert", conosciuta anche come "Linea del Trasimeno". Nelle zone ancora sotto il loro controllo, come Foligno, effettuarono azioni di sabotaggio per rallentare l'avanzata nemica.
Il 13 giugno fu liberata Terni, il 14 Spoleto.
- Linee difensive tedesche
16 giugno 1944
Il 16 giugno, dopo aver liberato Bevagna e Montefalco, le truppe Alleate avanzarono verso Foligno per liberarla lungo due percorsi:
- Da Montefalco, passando per Torre di Montefalco e Corvia, si puntò su Foligno entrando da sud-est/sud-ovest.
- Da Bevagna, ci si diresse verso Foligno entrando da nord-ovest/nord-est.
La Compagnia A, guidata dal Maggiore Wilcox, e la Compagnia D, comandata dal Tenente Gosnold, insieme al Quartier Generale Tattico con il Tenente Colonnello Green, avevano il compito di accerchiare le forze tedesche della Divisione "Hermann Göring"[1].
Superata la zona di Corvia, le truppe costeggiarono per un breve tratto il fiume Topino su una strada sterrata. Ripresa la strada statale, raggiunsero la zona del ponte San Magno. Il ponte era stato preparato per essere minato, ma non era ancora stato fatto saltare. L'obiettivo, indicato dal Quartier Generale Tattico, era il ponte sul Topino di Porta Firenze, un punto strategico "vitale per mantenere lo slancio dell'avanzata da parte del Corpo" all'uscita nord della città.
Alle 13:30, un plotone del XII Lancieri della VIII Armata Britannica[2], composto da sei soldati (inglesi, indiani e pakistani) su due autoblindo Daimler armate, guidato dal Tenente David Guiness Wale, compì una "brillante azione di ricognizione". Giunsero a pochi metri dal ponte e sorpresero i genieri tedeschi intenti a preparare l'esplosione delle mine. Ignari dell'arrivo delle autoblindo, i tedeschi si trovarono accerchiati.
Il Tenente Wale fu il primo a entrare in azione. Il Sergente Maggiore Peter Catling, operatore della mitragliatrice sulla seconda autoblindo, lo seguiva da vicino e intervenne subito in suo aiuto dopo i primi scontri. Nei pressi del ponte, a meno di cento metri, erano appostati alcuni Partigiani di Foligno sul terrazzo del palazzo del "carburo" (all'incrocio tra via delle Mura di San Claudio, ora via Franco Ciri, e via San Giovanni dell'Acqua). Erano pronti a intervenire con le loro armi per impedire ai tedeschi di far saltare il ponte. Lo scontro a fuoco coinvolse i tedeschi sull'altra sponda del fiume e cecchini appostati nelle case vicine. Intorno alle 14:30 i combattimenti cessarono. Il ponte rimase intatto e sotto il controllo dei soldati Alleati. Furono uccisi più di venti tedeschi e dieci furono fatti prigionieri. Non ci furono perdite tra i soldati Alleati del 4° Gruppo.
Wale e i suoi uomini mantennero il controllo del ponte per oltre un'ora, in attesa dell'arrivo dei rinforzi.
Il resoconto della giornata, compilato dal Comandante Partigiano Antero Cantarelli, recita invece:
"Il 17 giugno, alle ore 10:00, le truppe Alleate giunsero di sorpresa a Foligno. Il Battaglione cittadino, già in possesso della città da tre ore a seguito di brillanti azioni, accolse gli Alleati con manifestazioni di entusiasmo, seppur improntate alla serietà."
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Il piano di attaco degli Alleati
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Prospetto riassuntivo dei movimenti delle Forze di Liberazione nel Giugno '44 in Umbria
Tenente David Guinness Wale
Per il "considerevole spirito d'iniziativa" e il "coraggio personale" nel condurre quest'azione, il comandante del 12th Royal Lancers Regiment, il colonnello K.E. Savill, propose il Ten. Wale per la concessione della "Military Cross", una delle maggiori decorazioni britanniche al valore. Gli fu concessa con effetto immediato il 7 dicembre 1944
Dal diario del Tenente Wale, inviato dalla figlia Sophie a Pier Giorgio Lupparelli, curatore del volume "Il mio 16 Giugno", prodotto dalla Scuola Media "Carducci".
- 16 Giugno 1944
- [...] Abbiamo dovuto prendere un sacco di strade laterali a causa delle esplosioni. Il 2° Squadrone si è fermato a Bevagna, il 6° e il 5° sul fiume, il 3° si è spinto fino a Spoleto. Noi siamo arrivati a Montefalco, prendendo alcuni tedeschi durante il tragitto, dove abbiamo ricevuto uno straordinario benvenuto. Lanci di fiori e regali di uova, frutta e vino. [...] Ci siamo spinti fino al canale Teverone libero, poi fino a Foligno. Al primo piccolo ponte[3], pronto per essere fatto esplodere, abbiamo catturato tre genieri; non sembravano tedeschi e loro credevano che noi fossimo ungheresi. Lasciata l'auto da ricognizione sono andato avanti con Catling che era nell'altra "Daimler". [...] I cinque grandi archi del ponte[4] erano ancora in piedi. Grande sorpresa al nostro arrivo, loro si avvicinarono al nostro veicolo con curiosità, prima di rendersi conto che eravamo nemici. Presi dei prigionieri, ma ho dovuto sparare a un ufficiale che provò a scappare. Lo colpii al sedere, in modo non serio, ma immobilizzandolo, è diventato furioso. Siamo andati avanti lungo la strada, costeggiando il fiume fino all'angolo destro del ponte per avere una visuale migliore di ciò che stava accadendo sul ponte e sull'altro lato. Abbiamo incendiato due camion di soldati che cercavano di andarsene dalla città dalla parte nord, verso la strada 75 per Perugia. C'erano alcuni cecchini, abbiamo dovuto sottoporre la zona ad un violento attacco di mitragliatrice per prevenire i tentativi di raggiungere il ponte e far saltare le cariche. Tenuto il ponte (dalla parte sbagliata!) fino a che M de P[5] si è fatto vivo con il 2° Squadrone dopo essersi sganciati da Bevagna ed essere riusciti a trovare la nostra strada, seguiti da vicino dal 6° Lancieri Indiani[6] che si sono impossessati del ponte per attraversarlo. [...]
- 17 Giugno 1944
- [...] Cambiato posto in un'auto da ricognizione e andato a destra verso Ponze, sopra le montagne. [...] Ho preso Catling e ho provato ad andare avanti, su una strada praticamente inesistente, ma siamo arrivati fino a Cupoli e poi non potevamo più proseguire. Abbiamo fatto una ricognizione a piedi e, per una scorciatoia, con un mulo; buona vista di Scopoli. Visti alcuni camion pieni di soldati che andavano a est. Incontrato il Sindaco di Foligno[7], che si era dato alla macchia e che sostiene l'idea di innalzare un monumento al 12th Lancers come "Liberatori di Foligno". Incontrato alcuni partigiani che mi hanno portato al loro quartier generale di Casale, ce ne erano circa cinquanta. Una brutta mezz'ora perché pensavano fossi tedesco; avevamo arrestato una coppia di disertori (tedeschi) la mattina presto e avevo ancora i loro documenti con me. Finalmente li ho convinti quando gli ho fatto vedere la scritta "Herbert Johnson" nella fodera del mio cappello. Siamo andati avanti e abbiamo visto Pale, ma nessun movimento. [...] Il comandante di tutti i partigiani locali è ricomparso con il suo gruppo dirigente per una conferenza. Stavamo tutti seduti intorno ad un tavolo, con il Sergente Sherrard che mi dava supporto morale come mio "staff". Sembravano delusi che io non potessi chiamare a raccolta aeroplani e cannoni. Piuttosto una doccia fredda. Dormito in macchina e pioveva a dirotto.[...]
- 19 Giugno 1944
- Mandato indietro il 3° Squadrone a Vescia... Noi siamo ritornati a Colfiorito per un tè e poi sono ritornato a Foligno per trovare un'area di accampamento. I tedeschi hanno lasciato le case in condizioni schifose ma ne ho trovata una non male. Lo Squadrone si spostò alle 6 del pomeriggio e vi alloggiò prima che cominciasse a piovere.[...]
- 21 Giugno 1944
- Siamo ritornati a Colfiorito, ma in quella parte di paese che si trova in collina. Ha piovuto tutto il giorno. Ogni cosa è bagnata fradicia. Mercanteggiando con sale e farina, abbiamo preso delle uova. Come l'altra notte, Petty e Walding hanno fatto i "pancakes".
Il diario prosegue con la descrizione delle vicende militari e di vita quotidiana dei giorni e settimane successive, mentre il Ten. Wale si sposta con i suoi soldati più a nord, nelle zone di Assisi, Gubbio, Umbertide, Lago Trasimeno, Città di Castello, Citerna... Dalle note del diario traspare anche tutta l'ammirazione del Tenente per le nostre opere d'arte (Giotto, Cimabue...) che ha modo di apprezzare durante i momenti di riposo nelle diverse città o villaggi.
- 11 Agosto 1944
- [...] Il Sergente Catling si è recato a Foligno per tre giorni per sistemare le cose con la donna che aveva incontrato il primo giorno. Ha deciso di sposarla e vivere in Italia!
- 27 Agosto 1944
- Mattinata movimentata. Presi i soldi e partiti alle 11, attraverso Perugia, Foligno... Abbiamo pranzato con pesche e meloni comprati a Foligno; abbiamo visto il "Lancers Bridge"[8].
Con queste parole, quasi un affettuoso richiamo a quel ponte che lui ha salvato e che chiama Ponte dei Lancieri, termina la parte del diario del Tenente Wale che riguarda la nostra zona. Il 31 Agosto, mentre si trovava a Roma per un periodo di riposo, durante la cena al Grand Hotel, il Tenente Wale venne avvicinato dall'amico Neil che gli anticipò che gli sarebbe stata conferita la "Military Cross".
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Stemma del 12° Lancieri
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Carri armati inglesi muovono da Montefalco verso Foligno
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Il Tenente David Guinness Wale (al centro)
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Il Tenente David Guinness Wale (al centro)
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La jeep del Maggiore Beishaw, primo Governatore di Foligno liberata, con alla guida l'attendente

Traduzione:
Il 16 giugno 1944, il tenente Wale, al comando di un plotone di autoblindo, avanzava per ingaggiare il nemico che, secondo le segnalazioni, difendeva gli accessi a Foligno. Grazie a un'abile ricognizione, individuò l'unico ponte rimasto intatto sul canale prima della città e, proseguendo, raggiunse il ponte principale sul fiume, l'unica via d'uscita da ovest della città, la cui conquista era vitale per l'avanzata del Corpo d'Armata. Colse completamente di sorpresa la retroguardia nemica, conquistò il ponte e annientò il gruppo di genieri che stava tentando di farlo saltare in aria. Continuò a difendere il ponte dagli assalti nemici per più di un'ora prima dell'arrivo dei rinforzi, durante la quale fu continuamente bersagliato da cecchini a distanza ravvicinata, e il suo plotone uccise più di venti tedeschi senza subire perdite. Il tenente Wale dimostrò notevole determinazione e coraggio personale durante tutta l'azione.
Maggiore Francis Antoine Brock
Al comando del citato 6° Lancieri Indiani (6th Duke of Connaught's Own Lancers (Watson's Horse)) era il Maggiore Francis Antoine Brock che ricevette la Military Cross per l'azione di liberazione di Bevagna.
Dal diario del Maggiore Brock, pubblicato a proprie spese nel 1948 e scoperto recentemente dal figlio Tony:
- Terni è stata catturata il 14 giugno. L'avanzata proseguì poi, e il 15 giugno, supportata da un reparto di carri armati seguì la 19a Brigata Fanteria, lo Squadrone mosse da Terni verso nord e quella sera avanzò di circa 23 miglia. Durante quest'avanzata, trovò almeno quattro ponti pronti alla demolizione, ma non esplosi, e catturò dei tedeschi mentre stavano lavorando alla demolizione. Circa 4 miglia al nord di Massa Martana lo Squadrone trovò molta artiglieria e un po' di munizioni abbandonate preparate per la demolizione, molte delle quali vennero tratte in salvo. Il giorno seguente, il 16 giugno, l'inseguimento proseguì verso Foligno. "A" era diretto a Foligno da nord-ovest, "C", supportato da una compagnia del 6/13 Frontier Force Rifle (19° Brigata), da sud-ovest, mentre "B" venne spedito attraverso le colline ad ovest della strada, alla ricerca di una via alternativa, considerando che la strada principale sarebbe stata inaccessibile a causa delle demolizioni. Al 12th Royal Lancers venne ordinato di avanzare dentro Foligno da nord. "A" avanzò rapidamente, conquistando il ponte sul Topino prima che fosse fatto esplodere. Lo squadrone raggiunse la strada di congiunzione a nord-ovest di Foligno e in tal modo tagliò la via di fuga tedesca. Appena "A" arrivò alla strada di congiunzione, due ufficiali tedeschi vennero individuati mentre tentavano la fuga con un'auto di stato. L'auto viaggiava a circa 40 miglia orarie, e Sowar Rattan Singh, l'autista della principale auto corazzata, realizzando che sarebbero probabilmente fuggiti, li speronò al loro passaggio, riuscendo a fermarli. Entrambi gli ufficiali furono fatti prigionieri, poi "C" entrato in città da sud-ovest spinse i nemici verso nord, contro la posizione occupata dallo squadrone "A".
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Stemma del 6th Duke of Connaught’s Own Lancers
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Soldati del 6th Duke of Connaught’s Own Lancers

Traduzione:
A Bevagna, il 16 giugno, durante l'avanzata verso Foligno, questo ufficiale comandava lo squadrone di testa.
Sebbene ostacolato da numerose demolizioni e contrastato dalle retroguardie tedesche, il maggiore Brock, grazie alla sua abilità nel comando dello squadrone, avanzò, uccidendo e catturando un considerevole numero di nemici.
Come risultato di questa rapida avanzata, diversi ponti di inestimabile valore furono salvati, e su più di uno i genieri tedeschi furono colti di sorpresa e respinti mentre stavano facendo esplodere le cariche. Proseguendo l'avanzata a nord-est da Bevagna, lo squadrone catturò una batteria trainata da cavalli, distrusse una grande quantità di equipaggiamento e inflisse ulteriori pesanti perdite. Per tutta la giornata, il maggiore Brock dimostrò grande iniziativa e determinazione.
La sua valorosa leadership sotto il fuoco nemico fu fonte di ispirazione per i suoi uomini e la sua determinazione a superare ogni ostacolo merita il massimo elogio.
Foligno liberata
Amministrazione cittadina
Il 19 giugno 1944, dopo l'arrivo delle truppe Alleate, si insediò il CLN. Ferdinando Innamorati ne fu eletto Presidente.
Fu ripristinata anche la carica di Sindaco e il 27 giugno venne formata la prima giunta comunale. Sindaco fu nominato l'avvocato Benedetto Pasquini, che dal settembre 1943 era stato commissario prefettizio a Foligno e presidente del CLN clandestino di Foligno. La sua posizione ufficiale gli aveva permesso di agire con successo su due fronti, a vantaggio della Resistenza folignate.
Il 23 agosto, il CLN approvò una nuova giunta comunale, riconfermando Benedetto Pasquini come Sindaco. Pochi giorni dopo, però, il Governatore Alleato lo rimosse dall'incarico per ordine dell'Allied Control Commission, fraintendendo il suo doppio ruolo durante l'occupazione nazista. Pasquini fu bloccato nella sua abitazione con assoluto divieto di comunicare con chiunque. Nonostante le proteste di tutto il CLN folignate, si procedette alla sua sostituzione con Ferdinando Innamorati, che era già stato Sindaco di Foligno prima dell'avvento del fascismo.
Il 21 settembre giunse la notizia della liberazione di Pasquini, poiché le accuse nei suoi confronti erano risultate infondate. Tuttavia, egli non accettò la presidenza che gli fu offerta dai membri e, nella seduta del 16 novembre, comunicò le sue dimissioni dal Comitato "per ragioni del suo partito". A quel punto, Vincenzo Ciangaretti fu eletto presidente del CLN.
Il 19 novembre, a pochi mesi dalla sua nomina a Sindaco, morì Ferdinando Innamorati. Al suo posto fu nominato l'avvocato comunista Italo Fittaioli.
Il 19 gennaio 1945, Fittaioli si dimise per arruolarsi volontario nella Divisione "Cremona", all'età di 57 anni. Vincenzo Ciangaretti fu nominato Sindaco e mantenne l'incarico fino alle elezioni del 1946.
- Gli Amministratori di Foligno dopo la Liberazione
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Benedetto Pasquini
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Ferdinando Innamorati
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Italo Fittaioli
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Vincenzo Ciangaretti
Gli Alleati in città
Pochi giorni dopo la Liberazione, Foligno divenne una vera e propria base logistica per l'8ª Armata. Soldati inglesi, australiani, sudafricani, scozzesi, indiani, pakistani e canadesi occuparono tutti gli edifici ancora in piedi dopo i bombardamenti. Tuttavia, questi spazi non erano sufficienti a ospitare le migliaia di militari, tanto che alcuni reparti sudafricani e indiani dovettero accamparsi con le tende al Parco dei Canapè.
Nell'ex palestra di Piazza S. Domenico fu allestita una grande e ben attrezzata officina del Genio militare. Qui venivano riparati veicoli di ogni tipo e persino carri armati, danneggiati dalla guerra.
Gli inglesi svolgevano però i lavori più impegnativi presso il Campo d'Aviazione, dove operavano officine attrezzate per ogni tipo di riparazione. Il campo divenne presto una risorsa importante anche per affrontare la disoccupazione locale. Gli uomini lavoravano nelle officine e nei grandi depositi di automezzi, mentre le donne erano impiegate negli uffici. Vi erano impiegati anche prigionieri tedeschi catturati dai reparti dell'8ª Armata.
I Comandi Alleati si impegnarono anche a riparare al meglio la Stazione, il Deposito Locomotive e le Grandi Officine. Ferrovieri italiani e genieri inglesi collaborarono per far riprendere a funzionare i treni.
Il Comando Alleato stabilì la sua sede a Palazzo Candiotti, dove alloggiò anche la Polizia Militare, molto attiva sia di giorno che di notte. Il Comando Alleato mantenne uno stretto rapporto con il Comitato di Liberazione e con il Sindaco, adottando le decisioni quasi sempre di comune accordo. Tutti i manifesti del 1944 riportavano in testa la sigla A.M.G. (Governo Militare Alleato).
- Soldati inglesi e impiegati folignati al Campo d'Aviazione
Restrizioni alimentari e mercato nero
Nonostante Foligno fosse stata liberata, la guerra proseguiva, portando con sé la persistente difficoltà nel trovare cibo e vestiti. La distribuzione di beni essenziali tramite tessera rimase attiva per tutto il 1944 e gran parte del 1945.
Il mercato nero, già presente sin dai primi mesi di guerra anche a causa delle sanzioni della Società delle Nazioni contro l'Italia, si spostò dalla campagna verso i campi militari alleati. I soldati alleati vendevano, di nascosto, una vasta gamma di prodotti: scarpe, sigarette, caffè, coperte, benzina e abiti militari.
La situazione iniziò a migliorare con l'arrivo degli aiuti Alleati, che includevano carne in scatola e latte. Il CLN, con l'aiuto di volontari, istituì e gestì delle "cucine popolari". Queste distribuivano pasti caldi e semplici alle persone che, a causa della guerra, avevano perso tutto, inclusa la casa e il lavoro.
Successivamente, la gestione passò all'Ente Comunale di Assistenza, che operò fino al 1946. L'ente si occupò anche di coloro che tornavano dai campi di prigionia in Germania, dei reduci e degli ex partigiani, che avevano stabilito la Stazione Ferroviaria come loro domicilio.
- Manifesti dell'Ufficio Annona
Note
- ↑ La Fallschirm-Panzer-Division "Hermann Göring", era un'unità militare d'élite dell'aviazione militare tedesca (Luftwaffe). Da un punto di vista militare era una normale divisione corazzata, con organico e armamento non diversi da quello delle corrispondenti unità dell'esercito o delle Waffen-SS. La definizione di "paracadutista" (Fallschirm) aveva esclusivamente funzioni di propaganda: nessun reparto della "Hermann Göring" ebbe infatti mai addestramento paracadutistico.
- ↑ Il 12th Royal Lancers "Prince of Wales" era un antico Reggimento di Cavalleria che durante la Seconda Guerra Mondiale operò come Unità Corazzata da Ricognizione, sotto l'8ª Divisione di Fanteria Indiana. Questa Divisione era una unità d'élite dell'Esercito Britannico, parte della VIII Armata, composta da soldati Sikh, Rajput, Gurkha e Punjabi.Il reggimento utilizzava principalmente autoblindo leggere e pesanti (Daimler, Humber e Staghound) per i compiti di avanguardia e collegamento.
- ↑ Si tratta del Ponte di San Magno.
- ↑ Si tratta del Ponte di Porta Firenze, dove Wale giunse alle 13.20.
- ↑ Iniziali del Tenente Michael Robert Arthur De Piro, che morirà pochi giorni dopo in un'azione di guerra, a soli 23 anni. Il suo corpo è sepolto nel Cimitero di Guerra di Rivotorto di Assisi, nella fila VII, posto F3.
- ↑ Il 6th Duke of Connaught’s Own Lancers (Watson’s Horse) del Maggiore Brock.
- ↑ L'avv. Benedetto Pasquini.
- ↑ "Il Ponte dei Lancieri" - Ponte di Porta Firenze.
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Bibliografia
- "...Raus" - Memorie del rastrellamento tedesco di Scopoli - Nazzareno Ponti
- 1900-1950: Cinquant'anni del nostro secolo - Supplemento a Storia Illustrata n. 181 - Arnoldo Mondadori Editore - 1972
- 1945: Il mondo volta pagina - Supplemento a Storia Illustrata n. 329 - Arnoldo Mondadori Editore - 1985
- BBC History Dossier: La II Guerra Mondiale a colori - Marzo 2021
- BBC History Dossier: La Seconda Guerra Mondiale - 100 Tappe - Febbraio 2021
- BBC History Italia n.17 - Il Duce e il Fuhrer - Giugno 2025
- Curve nella memoria... angoli del presente: La deportazione in Germania dalla montagna folignate - Una ricerca della classe 2Cn del Liceo Classico F. Frezzi di Foligno 2000-2001, a cura di Olga Lucchi - Grafiche Forever S.p.A. - Maggio 2002
- Dall’internamento alla libertà: Il campo di concentramento di Colfiorito - Olga Lucchi - Editoriale Umbra - 2004
- Dizionario Biografico Umbro dell’Antifascismo e della Resistenza - Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea - 2024
- Focus Storia Collection n.25 - 1939-1945: La II Guerra Mondiale - Novembre 2019
- Il mio 16 Giugno - Scuola Media Carducci di Foligno - A cura di Pier Giorgio Lupparelli
- La deportazione - A.N.E.D. Umbria - Unione Tipografica Folignate - Febbraio 2018
- La guerra ai civili in Umbria (1943-1944)) - Per un Atlante delle stragi naziste - Angelo Bitti - Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea (ISUC) - 2007
- La guerra in casa: Foligno 1940-1945 - Giuseppe Tardocchi - Grafiche CMF - Marzo 2005
- La lotta antifascista dei prigionieri di Colfiorito - A cura di Andrea Martocchia - Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia onlus - Settembre 2018
- Le nostre partigiane - Provincia di Perugia - Ufficio Sviluppo Attività Area Vasta - Ottobre 2023
- Li presero ovunque: Storie di deportati umbri - Olga Lucchi - Mimesis Edizioni (Milano – Udine) - 2010
- Liberazione di Perugia e dell’Umbria da parte delle truppe alleate nel giugno 1944 - Ruggero Ranieri
- Memorie di un Ribelle (settembre 1943 - maggio 1945) - Adelio e Fausta Fiore - Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea (ISUC) - 2004
- Tracce di memoria - Guida ai luoghi della Resistenza e degli eccidi nazifascisti in Umbria - Tommaso Rossi - Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea (ISUC) - 2013
- U.S. Army Air Forces in World War II - Combat Chronology 1941-1945 - Compiled by Kit C. Carter and Robert Mueller - Center for Air Force History - Washington, DC - 1991
- Umbria Cronologia 1940-1946 - Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea (ISUC), a cura di Tommaso Rossi - 2017
- 57th Bomb Wing Association
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- Arolsen Archives - The largest archive on victims and survivors of Nazi persecution
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- La Gazzetta di Foligno
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