Il Regolamento della Giostra della Quintana

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Diversi regolamenti tecnici sono stati fatti per la gara della Giostra della Quintana. Il regolamento del 1946, fu adottato in linea di massima anche negli anni successivi e il percorso della gara era a forma ovale. Bisognerà arrivare all'anno 1950 per avere dei cambiamenti; in quell'anno il tracciato della pista fu cambiato: da una forma ovale si passò ad un otto. I personaggi non assistevano più alla Giostra dal centro del campo, ma presero posto ai lati del palco della Magistratura e delle dame. Vi furono diverse proposte, da parte del pubblico, per cambiare il percorso e il regolamento. Nel 1948, la proposta più strana fu quella di mettere una grande clessidra alla linea di partenza, affinché il pubblico potesse rendersi conto del tempo che impiegavano i cavalieri nello svolgimento della gara.

Il primo Regolamento Tecnico

Il primo Regolamento di Giostra, che nelle intenzioni iniziali sarebbe dovuto servire una sola volta, era decisamente molto scarno:

1) I tre giri del percorso devono essere percorsi nel tempo massimo di 2’30’’.
2) Per ogni anello infilato al galoppo e lasciato cadere a terra, oltre il limite prescritto (bandierina n.4) vengono assegnati punti 30.
3) I Cavalieri a parità di punteggio, ripeteranno la gara, con anelli di diametro inferiore; verificandosi ancora la parità di punteggio si terrà conto del minor tempo impegnato.
Penalità:
1) Per ogni minuto secondo impiegato in più del tempo massimo, penalità: punti 0.50
2) Caduta della lancia, penalità: Fuori Gara
3) Caduta del Cavallo e del Cavaliere, penalità: punti 15
4) Caduta del solo Cavaliere, penalità: punti 30
5) Caduta di qualsiasi oggetto di vestiario e rottura di bardature in genere,
verificatesi durante il percorso, penalità: punti 10
6) Il Cavaliere deve effettuare il percorso entro la pista;
ogni scarto dalla pista, penalità: punti 10
7) Lo scarto dalla pista per più di 3 volte, penalità: Eliminazione
8) Si terrà conto con modalità che verranno ulteriormente diramate dall’assetto, compostezza e disciplina del Cavaliere. Per la validità del percorso è tassativamente prescritto di compiere evoluzioni all’esterno degli appositi segnali (bandierine) girando da sinistra rispetto alla direzione del percorso.


La pista era rappresentata da un ovale e, rispetto ad oggi, numerose altre erano le differenze: le bandierine erano solo 4, che bisognava lasciarsi a sinistra nelle curve del percorso, gli anelli erano “nudi”, ovvero non avevano il pennacchio bicolore che presentano oggi, inoltre il loro diametro interno era “forfettario”, le misure non erano specificate nel Regolamento (cosa che avverrà solo nel 1975). C’erano una tornata eliminatoria e uno spareggio, e il tempo contava solo nello spareggio, con una precisione al quinto di secondo; contavano gli anelli lasciati cadere a terra dopo il traguardo, particolare che in seguito verrà rivisto con buone ragioni.
Già dalla seconda edizione si cominciò a integrare il regolamento, anche prendendo spunto da eventi non previsti man mano che si verificavano:

REGOLAMENTO TECNICO DELLA GARA
1°) I tre giri del percorso debbono essere coperti nel tempo massimo di 2' e 30".
2°) L'intero tragitto dovrà essere percorso al galoppo. Il cavaliere che interromperà il galoppo in qualsiasi punto della pista verrà penalizzato con punti 15.
3°) Per ogni anello infilato al galoppo e lasciato cadere a terra oltre il limite prescritto (bandierina) vengono assegnati punti 30.
4°) I cavalieri a parità di punteggio ripeteranno la gara con anello di diametro inferiore. Verificandosi ancora la parità di punteggio si terrà conto ai fini della classifica del minor tempo impiegato.
5°) Verificandosi il fatto che un cavaliere infili con la lancia i nastri che adornano gli anelli e porti via l'anello stesso, l'asportazione di tale anello dalla Quintana considerato come non avvenuta e cioè nulla.
6°) Per ogni minuto secondo impiegato più del tempo massimo punti 0,50 di penalità.
7°) Caduta della lancia, fuori gara.
8°) Caduta del cavallo e del cavaliere, punti 15 di penalità.
9°) Caduta del solo cavaliere, punti 30 di penalità.
10°) Caduta di qualsiasi oggetto di vestiario o rottura di bardatura in genere verificatosi durante il percorso punti 10 di penalità.
11°) Il cavaliere deve effettuare il percorso entro la pista, ogni scarto dalla pista punti 10 di penalità. La pista sarà segnata da strisce a terra in calce.
12°) Lo scarto dalla pista per più di tre volte eliminazione dalla competizione.

AVVERTENZE
Giro d'onore del cavaliere vincitore scortato a m. 20 dai cavalieri degli altri Rioni in ordine di graduatoria in fila indiana. I cavalieri che sono stati, specie nella remota epoca della Giostra della Quintana oltre che espressione di viril gagliardia anche e specialmente espressione di signorilità, correttezza e fine ducazione sportiva, dovranno con il loro contegno cattivarsi il rispetto e la simpatia del pubblico, specie quello forestiero. Essi non dovranno dare occasione alla giuria di muovere rilievi che se verranno fatti per irregolarità scorrettezze ed indisciplina saranno penalizzati a giudizio insindacabile della giuria.


Il Regolamento di Giostra dal 1950 al 1975

Un primo passaggio importante verso un arricchimento tecnico-agonistico della Giostra della Quintana si ebbe a partire dal 1950. In quell'anno, infatti, veniva definitivamente abbandonato il tracciato a forma di zero, per introdurre "l'otto" che oggi conosciamo a memoria. Una modifica importante, che sottolineava due aspetti che nel frattempo erano andati maturandosi. Il sensibile miglioramento tecnico dei binomi in campo e la raggiunta consapevolezza che la Giostra della Quintana era ormai entrata nel "dna" della città ed aveva bisogno di un palcoscenico adeguato. Ormai gli anni pioneristici erano alle spalle, e l'emergere di figure come quella di Marcello Formica (e, di lì a poco, di Paolo Giusti), stavano trasformando la Giostra da evento paesano a vera competizione in cui il bagaglio tecnico del binomio faceva la differenza. L'approssimazione dei primissimi anni, infatti, non poteva essere più tollerata. Ragione per cui, con l'adozione del percorso ad "otto", si voleva ancor di più costringere il fantino ad affinare la propria preparazione, fino a farlo dotare di un cavallo sopra la media, capace di fare qualcosa in più rispetto al solito "minimo sindacale". La Giostra della Quintana di quel periodo, come accennato, era enormemente cresciuta. Sia sotto l'aspetto organizzativo (i Rioni si erano definitivamente strutturati, al pari dell'Ente Giostra che aveva finalmente definito il suo status giuridico istituzionale), che in quello del consenso della popolazione che, sempre più numerosa, accorreva al Campo de li Giochi, nel "corruscar del vespro settembrino", per acclamare i propri beniamini. Insomma, cresciuta com'era, la Quintana cominciava a reclamare i suoi spazi; anche in quelli del terreno di gara di via Nazario Sauro che, seppur per pochi giorni, doveva sottostare alle regole dei cavalli e non a quelle dei calciatori. Tuttavia, malgrado l'introduzione del classico "8", l'andamento della gara ancora non rispecchiava i termini attuali. Per tutti gli anni '60, e fino al 1975 compreso, i cavalieri non concludevano, come oggi, le proprie fatiche dopo aver infilato il terzo anello. Il binomio non rientrava subito, ovviamente al contrario, sul rettilineo dal quale era partito, ma doveva percorrere una ulteriore diagonale (come se dovesse affrontare un quarto bersaglio) per terminare la tornata uscendo dalla curva dei figuranti e spronando il cavallo lungo lo stesso rettilineo che aveva visto la sua partenza. Insomma, era stato posto in essere un ulteriore strumento di selezione della gara (qualcuno, ad esempio, faceva ancora in tempo ad abbattere una bandierina), visto che le lancette dei cronometri, potevano sprigionare le loro potenzialità solo nella terza ed ultima tornata, la sola che valeva, a parità di punteggio, a determinare il vincitore del palio. Quello che non osava fare il cronometro, era consentito all'asta di una beffarda bandierina.
Nel 1952, per la prima volta, due binomi ottengono lo stesso punteggio e lo stesso tempo nella tornata di spareggio: (1’50’’ e 2/5). Si rende necessaria una terza tornata che vinse Remigio Cinti dello Spada, davanti a Cruciano Giusti del Contrastanga.
Nel 1953 il Regolamento inizia a farsi più corposo; si specifica che il percorso ha la forma di un “8”, si abbassa il tempo massimo a 2’20’’ e si stabilisce che gli anelli infilati dovranno essere trattenuti sulla lancia e presentati alla Giuria al termine del percorso; l’errore di percorso rettificato costerà 10 punti di penalità, mentre in caso di non rettifica c’è l’eliminazione.
Nel 1958 i margini della pista sono contrassegnati da bandierine, il cui abbattimento o danneggiamento costano penalità al Cavaliere.
Nel frattempo la terza tornata è diventata abituale, stante la crescente bravura dei Cavalieri di Giostra.

Il Regolamento di Giostra dal 1976 al 1979

Il diametro interno degli anelli verrà indicato con precisione in occasione della Giostra del 1975: le misure dovranno essere esattamente 11, 9 e 6,5 cm.
L'eliminazione di quella che venne ribattezzata "la diagonale a vuoto", accelerò notevolmente i tempi della tenzone. Ovviamente in ambito terza tornata. Una Quintana che, fino al 1975, si vinceva su tempi oscillanti tra il minuto e venti secondi ed il minuto e quindici secondi, dal '76 in poi (e Marcello Formica fu il primo in tal senso, già dalla Giostra del 1976) si concludeva con un riscontro cronometrico di poco superiore al minuto. Un vero e proprio passo da gigante, sul versante del dinamismo della competizione. Eppure, taluni meccanismi, erano rimasti ancora inalterati dal quell'oramai remoto 1946. Come ad esempio quello relativo alla modalità di discesa in campo del binomio. Il sorteggio effettuato la sera del Corte Storico (quello che ancora adesso determina l'ordine di partenza della prima tornata), doveva rimanere immutato nel tempo. Così, ad eccezione dei binomi che via via potevano essere eliminati nel corso della tenzone, un cavaliere scendeva in campo, sia nella seconda che nella terza tornata, con lo stesso ordine di partenza con il quale era stato sorteggiato. Non esisteva, come oggi, uno strumento che consentiva al binomio più veloce nella prima tornata di correre per ultimo nella successiva carriera ed oltre. Un primo "abbozzo" di quella che poi sarebbe diventata la regola, si ebbe però con la Quintana del 1978. Quell'anno, infatti, venne sperimentata la novità di cui sopra. Ossia, veniva premiato, dandogli la possibilità di correre per ultimo nella tornata successiva, il cavaliere che nella prima e seconda carriera aveva ottenuto il miglior tempo. Tuttavia, era il solo tempo di percorrenza della terza tornata che continuava a valere, a parità di punteggio, per la vittoria della Giostra. Ed allora, proprio in quella edizione della Quintana, si assistette al paradosso di un cavaliere super veloce nelle prime due tornate (Mario Giacomoni dell'Ammanniti), beffato alla terza ed ultima tornata da un fantino (Piero Cruciani dello Spada) che si era ampiamente risparmiato nelle due tornate precedenti, per poi spremere a fondo il proprio cavallo nella terza tornata e battere il cavaliere dell'Ammanniti sul tempo, per una manciata di centesimi. Ed il portacolori della contrada di largo Frezzi, notate bene, correva per ultimo.
Proprio Mario Giacomoni dell’Ammanniti stabilì nel 1979 il primo record di pista inferiore al minuto: 59’’55°°.


Il Regolamento di Giostra dal 1980 ad oggi

La Giostra della Quintana, come abbiamo imparato a conoscerla ed apprezzarla in tutta la sua completezza tecnica, nasce nel 1980, quando venne introdotta la "somma dei tempi". Una novità rivoluzionaria, che praticamente sconvolse il panorama tecnico della Quintana. Dal 1980, infatti, nessuno poteva più nascondersi. I tatticismi erano ormai tramontati e chi voleva vincere, doveva girare a tutto gas fin dalla prima tornata. Il responso del cronometro cominciava a valere fin dalla prima tornata e non solo nella terza ed ultima carriera, come accaduto fino al 1979. Cominciava, di fatto, una nuova era quintanara, nella quale la preparazione agonistica del binomio doveva connotarsi con i crismi della più spiccata professionalità. L'approccio alla gara doveva essere quasi "scientifico", i metodi di allenamento rivisti radicalmente, con un cavaliere pronto a gettarsi nelle curve e nelle diagonali del "Campo de li Giochi" come un pilota da superbike. Ed è proprio in questo frangente, dove la velocità regnava sovrana, che cominciarono a far capolino, dapprima timidamente, poi sempre più spesso, i cavalli "purosangue" che, più dei tradizionali "anglo-arabo-sardi", riuscivano ad esprimere potenze e velocità decisamente più performanti. Ed accanto ai purosangue, sbarcarono a Foligno tutti coloro che ne detenevano il monopolio e che sapevano come farli girare a dovere. Stiamo parlando dei cavalieri provenienti da Faenza.
Soprattutto negli anni '80, la Quintana di Foligno, era nelle loro mani. Oltre a Gianfranco Ricci e Mario Giacomomi che già dagli anni '70 rappresentavano una presenza fissa della nostra massima manifestazione cittadina, giunse lungo le sponde del Topino una vera e propria moltitudine di romagnoli: Gianni Vignoli, Pasquale Lionetto, Luigi Poggiali, Massimo Montefiori, Riccardo Conti, Adriano ed Alfiero Capiani. Un nugolo di faentini e dintorni che ad eccezione di Ricci, (e di Conti negli anni '90-2000) non brillò certamente in termini di quantità di vittorie conseguite, ma contribuì a declinare la Quintana come una sorta di "classica monumento" delle giostre di antico regime. Un qualcosa che, se vuoi veramente diventare "campionissimo", devi vincere per forza. Furono i purosangue dei romagnoli ad abbattere i primi "muri cronometrici" (ricordiamo Selmons di Mario Giacomoni che nel '79 scese sotto il minuto e Zirmia di Gianfranco Ricci che nel 1981, sfondò a quota 58), ma qualche grande "Anglo-arabo-sardo" si prese la dovuta rivincita. Stiamo parlando dell'immenso Bolero IV che, condotto da Mauro Mazzocchi (siamo nel 1986!!), scese, addirittura, nella terra inesplorata dei 57 secondi. L'otto di gara era ormai (siamo alla fine degli anni '80) a quasi totale disposizione delle esigenze quintanare; tuttavia, sul versante della sicurezza, malgrado i margini fossero nettamente migliorati rispetto alle origini, occorreva apportare determinati correttivi, ormai improcrastinabili, visto le grandi velocità sprigionate dai binomi. Fu quindi, a partire dal 1990, che al Campo de li Giochi venne dato l'aspetto dei nostri giorni, con due elementi di novità: non più un percorso misto erba-sabbia, ma un'unica striscia continua di sola sabbia per tutto il suo percorso e, soprattutto, l'introduzione delle curve paraboliche. Queste ultime, oltre a consentire parametri maggiori di sicurezza, servivano al binomio quintanaro per sprigionare maggiori e più devastanti velocità. Il resto è storia recente, se non recentissima. L'allineamento della Quintana alle normative FISE ha dapprima portato all'adozione di specifiche barriere lungo tutto il perimetro esterno del campo e poi, il completo rifacimento del manto della pista, attraverso la messa in opera di sabbie specifiche ed adatte a rendere ancor più sicura e competitiva quella pista che ospita, da settant'anni a questa parte, la vera ed unica "Olimpiade" delle Giostre di antico regime del nostro Bel Paese.

Il Regolamento di Giostra stilato nel 2016

Art. 01
Ogni Rione farà gareggiare un cavaliere che dovrà percorrere al galoppo il tracciato a forma di “8”, delimitato a destra e a sinistra da 44 bandiere.

Art. 02
Possono giostrare cavalieri professionisti o dilettanti con cavalli di ogni razza e paese. Il cavaliere di Giostra di ogni Rione è obbligato a partecipare alle manifestazioni precedenti le gare (arruolamento, corteo storico); cavaliere e cavallo ritenuto idoneo dalla commissione sanitaria, dovranno essere iscritti presso la giuria almeno trenta minuti prima dell’inizio della gara. Il cambiamento del cavaliere rispetto a quello che ha partecipato alle manifestazioni può avvenire solo per cause di forza maggiore che dovranno essere motivate e documentate. Decide, al riguardo,la giuria di gara. Il giudizio della Giuria di gara è inappellabile.

Art. 03
Il cavaliere deve compiere l’intero percorso al galoppo ed infilare con la lancia di prescrizione tre anelli che devono restare infilati alla lancia. La lancia con gli anelli infilati sarà presentata alla giuria di gara per la convalida della tornata.

Art. 04
Gli anelli della prima tornata saranno del diametro interno di centimetri 8 (otto).

Art. 05
A parità di punteggio i cavalieri ripeteranno il percorso con tre anelli del diametro interno di centimetri 6 (sei).

Art. 06
I cavalieri restanti in gara, verificandosi ancora parità di punteggio, ripeteranno il percorso con anelli del diametro interno di centimetri 5 (cinque). Nel caso in cui permanesse tale parità, la classifica sarà fatta in base alla somma dei tempi impiegati nelle tre tornate.

Art. 07
Qualora a parità di punteggio si dovesse registrare uguale somma dei tempi, espressi in millesimi di secondo, tra due o più cavalieri, dovrà essere effettuato uno spareggio, con ordine di partenza a sorteggio, con anelli del diametro interno di centimetri 5 (cinque). Per ogni anello consegnato alla giuria infilato nella lancia, verranno assegnati punti 30. Una volta iniziata la gara, qualora per qualsiasi motivo venisse sospesa, per la proclamazione del vincitore e della classifica, viene considerata valida la classifica delle tornate completamente disputate. In caso di rinvio prima dell’inizio oppure in caso di sospensione durante lo svolgimento, la Giostra viene rinviata alla data successiva conformemente a delibera del Comitato centrale.

Art. 08
L’ordine di partenza viene stabilito con le seguenti modalità:
a – prima tornata: estrazione a sorte effettuata in occasione dell’arruolamento.
b – seconda tornata: in ordine inverso dei tempi conseguiti nella prima tornata, inizierà per primo il cavaliere che avrà impiegato il tempo maggiore.
c – terza tornata: si applica lo stesso criterio di cui al punto b, sommando il tempo della prima e della seconda tornata.

Art. 09
Il tempo massimo viene stabilito dai componenti della giuria, la mattina del giorno in cui si svolge la gara, previo sopralluogo al Campo de li Giochi, per verificare lo stato della pista. Il Presidente, il Vice Presidente ed i Magistrati, sentito il parere della Giuria di gara, hanno facoltà di rinviare o sospendere la Giostra.

Art. 10
Il tempo viene calcolato dal momento in cui il petto del cavallo supera i pali di partenza, fino a quello in cui attraversa i pali di arrivo.

Art. 11
Le lance di gara e le bandierine, vengono controllate e punzonate dalla giuria nei giorni antecedenti la Giostra, presso la sede dell’Ente Giostra.
Esse devono avere le seguenti caratteristiche:
- lunghezza millimetri 3150
- diametro millimetri 24-26
- peso chilogrammi 2,00-3,00
- impugnatura a millimetri 1600-1700 dal puntale
- bandierina da millimetri 220x150 a millimetri 280 dal puntale.
Il controllo della punzonatura della lancia di gara e delle bandierine sarà effettuata dalla giuria al Campo, all’ingresso di ciascun Rione. Le lance saranno raccolte in una rastrelliera sotto il controllo diretto di una persona in costume, scelta dalla giuria; la lancia e/o labandierina può essere sostituita durante la gara con un’altra, purché punzonata e esibita per convalida alla giuria.I cavalieri dovranno indossare durante le sessioni di prove ufficiali, le attività di addestramento e durante la gara un corpetto protettivo omologato. Il costume di gara dei cavalieri dovrà essere presentato, nello stesso luogo e nella stessa data di cui al primo comma, alla giuria di gara integrata dal presidente della commissione artistica o da suo delegato, ai fini della convalida del costume.

Art. 12
Il cavaliere, in costume d’epoca, con il cavallo di gara, partecipa obbligatoriamente al giro d’onore. Per la cerimonia del giro d’onore è consentito l’ingresso al Campo di gara di tre addetti ai box per ogni Rione. Terminato il giro d’onore i cavalieri lancia in mano porgeranno il saluto rivolti alla tribuna figuranti. Il cavaliere gareggia in costume d’epoca completato di mantello o mantellina, corpetto
protettivo di cui al precedente art. 11), di stivali e di cappello d’epoca supportato da casco protettivo che rispetti le vigenti normative di sicurezza; resta facoltativo l’uso dei guanti d’epoca, degli speroni da equitazione mozzati e non stellati. E’fatto obbligo a chiunque accompagni in Campo i cavalli di Giostra di indossare un costume adeguato all’epoca storica di riferimento. Tutte le persone addette ai box, devono essere inscritte nel libro dei soci dei rispettivi Rioni.

Art. 13
La bardatura del cavallo è libera, ma con coperta sottosella completata dallo stemma del Rione.

Art. 14
All’inizio della prima tornata e al termine di tutte le altre, il cavaliere deve presentarsi alla giuria di gara accompagnato dal maestro di Campo.

Art. 15
La giuria di gara entra nel pieno delle sue funzioni all’ingresso in Campo de li Giochi del primo figurante componente il Corteo Storico.

Art. 16
La gara inizia nel momento in cui il maestro di Campo abbassa la bandierina, dopo che avrà ricevuto il benestare dai giudici di curva e dalla giuria di gara. Il cavaliere dovrà superare la linea di partenza entro 120 secondi dal via.Per questa operazione potranno assistere il cavaliere tre addetti ai box i quali dovranno lasciare il campo nel momento in cui il cavaliere supera la linea di partenza. La giuria non deve convalidare la partenza se rileva irregolarità sul percorso di gara nei 120 secondi (es. abbattimento bandierine). La gara si considera conclusa nel momento in cui il binomio taglia il traguardo. Il punteggio viene assegnato alla consegna degli anelli dal cavaliere a cavallo di fronte al tavolo della Giuria.

Art. 17
Il cavaliere e il cavallo che abbiano compiuto la prima prova e non possano partecipare alle successive, per qualsiasi ragione, non possono essere sostituiti.

Art. 18
Il cavallo eliminato dalla gara non può essere utilizzato da altro Rione.

Art. 19
La giuria di gara, nominata dal Comitato Centrale in composizione ristretta, è costituita da:
- un presidente
- nove giudici ordinari (tre di loro verranno indicati dalla Commissione tecnica, due si collocheranno all’interno delle curve e uno nei pressi della statua al fine di un corretto controllo delle curve e del posizionamento degli anelli. In caso di impedimento o di assenza di un giudice, il presidente della giuria nomina il sostituto fra i giudici supplenti. In caso di votazione, stante il risultato di parità, il voto del presidente vale doppio. Il Comitato centrale nomina altresì sette commissari di percorso (compreso il maestro di Campo), i quali collaborano con la giuria di gara avendo le seguenti attribuzioni; quattro di loro, commissari di curva, dovranno:
1. segnalare alla giuria le penalità nelle quali i concorrenti sono incorsi, in riferimento al percorso;
2. provvedere a far ricollocare correttamente ed esattamente al loro posto le bandierine eventualmente abbattute o spostate;
3. provvedere a controllare lo stato del fondo della pista, specialmente nelle curve, facendo effettuare agli addetti gli interventi necessari.
Due di questi quattro commissari dovranno essere eletti su indicazione della Commissione tecnica, con specifiche competenze per quanto previsto al punto 3.
Due di loro, “commissari agli anelli”, hanno il compito specifico del corretto posizionamento della statua e della corretta sistemazione degli anelli durante la gara.
Al maestro di Campo, oltre alle funzioni di cui agli articoli 14 e 16, è affidato il collegamento tra la giuria di gara e gli altri commissari

Art. 20
Il servizio di cronometraggio è effettuato dalla Fic (Federazione italiana cronometristi), con rilevamento dei tempi al centesimo e al millesimo di secondo.

Art. 21
La giuria adotta tutte le decisioni e impartisce le disposizioni che saranno da essa ritenute opportune per il migliore svolgimento della gara. Ha facoltà, altresì, di iniziativa in tutti quei casi in cui dovessero riscontrarsi irregolarità, assicurandosi in particolare dell’identità dei cavalieri, della regolarità della lancia di gara e dell’abbigliamento. Spetta alla giuria di gara, prima dell’inizio della stessa, controllare che l’altezza da terra al braccio della statua, dove viene appeso l’anello, sia da metri 2,03 a metri 2,05.

Art. 22
Nel caso in cui la Commissione sanitaria nominata dall’Ente Giostra riscontri a vista una menomazione fisica di un cavallo, essa decide sulla idoneità o meno del cavallo di gara. Il parere della Commissioneè vincolante nel caso di giudizio di non idoneità del cavallo alla gara e la giuria deve escludere il cavallo dalla gara stessa.

Art. 23
E’proibito prestare aiuto, dalla linea di partenza fino alla consegna degli anelli, al cavallo e al cavaliere di Giostra.

Art. 24
Le bandierine delimitanti il percorso si considerano penalità solo quando, urtate dal binomio in gara, vengono abbattute e si adagiano a terra. Le bandierine abbattute devono essere immediatamente rimosse.
La bandierina si intende adagiata a terra anche quando tocca il terreno solo con la testa, intendendosi per testa la parte dove è legata la bandierina in stoffa. L’abbattimento costituisce penalità anche quando la bandierina urtata non cade subito, ma comunque prima che il cavaliere tagli il traguardo. Le bandierine abbattute, prima che il cavallo tagli la linea di partenza, oppure dopo che abbia tagliato la linea di arrivo, non sono da considerarsi penalità. Quando le bandierine, essendo urtate dal cavallo e/o cavaliere, si inclinano con la proiezione perpendicolare della testa della bandierina all’interno della pista, i giudici collocati all’interno delle curve e/o i commissari di percorso devono rimuovere la bandierina inclinata ed in questo caso senza che ciò costituisca penalità per il Rione giostrante.

Art. 25
Le bandierine lungo il percorso sono l’unico riferimento di delimitazione; in caso di uscita di pista, il rientro dovrà avvenire prima della bandierina successiva a quella di uscita, pena la squalifica. Il rientro in pista nello stesso punto di uscita si considera errore di percorso rettificato. Il numero delle bandierine previste lungo il percorso tracciato di gara è 44 posizionate come risulta dalla planimetria già approvata dal Comitato centrale. Le anime che sostengono le bandierine devono scrupolosamente essere: della stessa lunghezza, dello stesso diametro, dello stesso spessore, dello stesso tipo di materiale plastico. Tali anime, al centro, per la lunghezza di 5 centimetri, devono essere visibilmente colorate, in modo tale che, quando inserite nel supporto conficcato nel terreno, si inseriscano sino al punto contrassegnato.

Art. 26
Penalità

a) cambiamento di andatura, arresto o difesa - Punti 15
b) abbattimento di bandiera che delimita la pista - Punti 10
c) errore di percorso rettificato - Punti 10
d) mancanza o perdita della coperta sottosella - Punti 10
e) perdita di qualsiasi oggetto di vestiario - Punti 5
f) ogni secondo impiegato in più del tempo massimo - Punti 5
g) uso da parte del cavaliere di vestito o parte di esso non approvati al momento della punzonatura - Punti 5
h) ingresso nelle diagonali nel giro d’onore - Centesimi 20 di secondo
i) percorso contrario a quello del maestro di campo durante il giro d’onore - Centesimi 30 di secondo


Eliminazione
a) caduta del cavallo o del cavaliere o di entrambi
b) arresto o difesa del cavallo, che non permette di superare la linea di partenza, entro 120 secondi dal via
c) arresto o difesa del cavallo, superiore a 60 secondi, durante la gara
d) errore di percorso non rettificato
e) tempo limite superiore
f) aiuti al cavaliere o al cavallo durante la gara, come citato precedentemente
g) perdita della lancia
h) lancia non presentata alla giuria, a fine di ogni prova, per il controllo degli anelli infilati
i) terza difesa, arresto e cambiamento di andatura, terza bandiera abbattuta, terzo errore di percorso rettificato
j) gesti o parole che offendono platealmente la giuria o gli spettatori
k) mancata partecipazione al giro d’onore con il cavallo di gara
Il Cerimoniale al Campo de li Giochi non può subire interruzioni per attendere un Rione ritardatario.

Art. 27
Il vincitore, in base alla classifica presentata dalla giuria di gara, viene proclamato tale e riceve il Palio dal presidente dell’Ente Giostra. La classifica può subire variazioni, solo e soltanto, dopo l’esito dei test anti-doping, effettuato come previsto dal Regolamento per il controllo e tutela dell’animale, depositato presso l’Ente Giostra della Quintana di Foligno.

Art. 28
Il rione il cui cavallo risulterà positivo al test anti doping, post gara, sarà retrocesso all’ultimo posto in classifica con restituzione immediata del palio e/o del premio vinto che verranno assegnati al rione successivo risultante dalla classifica ufficiale. Per l’ordine di sfilata, in caso di ex aequo, verrà effettuato un sorteggio.

Art. 29
L’Ente Giostra Quintana non è responsabile di eventuali danni che possano accadere ai cavalli, ai cavalieri o che, da questi, possano essere causati.

Art. 30
Per tutto quanto non previsto dal presente regolamento, la giuria adotta, con giudizio inappellabile, tutte le decisioni, compresa quella della sospensione della gara per fatti incompatibili con il proseguimento momentaneo della stessa. La giuria, con giudizio inappellabile, può decidere altresì la ripetizione di una tornata da parte di un cavaliere, nel caso abbia accertato fatti eccezionali che impediscono lo svolgimento regolare della gara.

Art. 31
Durante la gara, l’eventuale reclamo deve essere presentato alla giuria dal priore o dal suo vice. E’vietato a chiunque l’ingresso in campo per sollecitare l’esito del reclamo. La giuria può convocare il reclamante per chiarimenti. La giuria dovrà decidere su eventuali reclami, prima di dare il via alla tornata successiva. In caso di reclamo relativo alla terza tornata lo stesso dovrà essere presentato prima della consegna del palio.

Art. 32
Se uno o più rioni, con i propri figuranti, ritardano il regolare svolgimento della gara per dimostrare protesta o, addirittura, abbandonano il Campo de li giochi, sono passibili delle seguenti sanzioni:
a) il collocamento all’ultimo posto in classifica
b) deferimento dell’intero Consiglio Rionale alla Commissione di Disciplina.
c) Radiazione dall’elenco dei soci inscritti all’Ente Giostra della Quintana di Foligno dei figuranti direttamente responsabili.


Modifica al Regolamento di Giostra del 2018

Da questa edizione, le dimensioni degli anelli cambiano ancora. La decisione è stata presa all'unanimità dal Comitato Centrale, allo scopo di rendere più difficile ed avvincente la Giostra.
Il primo anello misurerà 6 cm di diametro, il secondo 5,5 cm ed il terzo rimarrà di 5 cm.

Bibliografia

"I Rioni di Foligno - Tradizione e Storia" - Bruno Martinelli - Associazione Orfini-Numeister - Foligno 1994
"Rione Spada - Giostra della Quintana 1946" - Gabriele Brinci - Ente Giostra della Quintana - Foligno 2007
"Giostra della Quintana 1946 - I protagonisti" - Gabriele Brinci - Ente Giostra della Quintana - Foligno 1996
"1946:nonsoloquintana" - Lanfranco Cesari, Domenico Doni, Franco Bosi - Foligno 1996
"Discorso della Città di Foligno - Cronologia dei Vescovi, Governatori, e Podestà, ch'hanno retto essa Città." - Lodovico Jacobilli - Foligno 1646
La Gazzetta di Foligno
Ente Giostra della Quintana
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"Il Cittadino" - Periodico di costume, arte, cultura e turismo
Con il gentile contributo di Ivano Bruschi e Silvio Ceccarelli

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